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    Sole e cielo in una stanza chiusa, la comasca CoeLux illumina anche gli ospedali

    Storia di un’eccellenza che punta a un mercato da 90 miliardi, sperimentata a Humanitas

    di redazione open innovation | 06 feb 2019

Riprodurre il sole e il cielo per illuminare stanze e ambienti chiusi come se avessero finestre o lucernai. É questa la sfida nel campo dell’illuminotecnica che ha portato alla nascita di CoeLux. L’azienda italiana che oggi ha sede nel polo tecnologico di ComoNext, a Lomazzo, si è meritata l’attenzione del settore realizzando un sistema ottico basato su nanotecnologie, che riproduce artificialmente la luce naturale simulando l’effetto del sole e del cielo sugli interni, specialmente in spazi ciechi.

Uno spin-off nato da anni di ricerca trasversale

La tecnologia messa a punto è frutto di una ricerca iniziata 17 anni fa nell’ambito dell’Università dell’Insubria, con un team di studiosi di fisica ottica, geologia, scienze dei materiali, architettura e design: da qui la nascita di uno Spin-off. Nel 2009 è approdata nel mercato con il marchio registrato CoeLux, e da allora, tra fondi europei e finanziamenti, l’azienda ha ottenuto oltre 10 milioni di euro provenienti da varie realtà che hanno scommesso sul progetto di business.

Il sostegno dell’Europa e i finanziamenti da record

Tra questi, 2,2 milioni di euro sono arrivati da Horizon 2020, il programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione, che ha colto le potenzialità della startup lombarda in un settore in continua espansione come quello dell’illuminotecnica, che già oggi stima un mercato da oltre 90 miliardi di euro a livello globale.

L’ambito sanitario

La rivoluzione di CoeLux, d’altronde, ha già illuminato ambiti diversi: uffici, abitazioni, fiere, negozi, sono diventati spazi virtuali con un’infinita possibilità di illuminazione. Tra tutti questi settori non manca quello sanitario: il presupposto è che la luce naturale possa accelerare e agevolare i processi di guarigione, riducendo ansia e stress sia dei pazienti sia dello staff.  Ecco allora che i ‘pezzi di cielo’ installati nei soffitti bui si prestano per alleviare le esperienze traumatiche curate negli ospedali o nei centri di riabilitazione, nelle sale d’aspetto e negli ambulatori. Lo ha sperimentato la clinica Humanitas di Milano, che ha installato i cieli azzurri della startup in alcune Unità Operative, tra cui quella di Radioterapia e Radiochirurgia e quella di Oncologia, e nella sala d’attesa.

Ma i campi di applicazione sono in continua evoluzione. Come spiega Paolo Di Trapani, fondatore e Ceo dei CoeLux, “negli ambienti sotterranei l’effetto è così potente che può radicalmente cambiare la percezione della realtà”. In altre parole, la riproduzione artificiale consente “di riscoprire la luce del sole nel mondo reale in un modo completamente nuovo e sorprendente”.

 

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