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    Studiare con la realtà virtuale, il primato europeo di Bresso e le nuove frontiere della didattica

    All’Elementare Kennedy la prima aula dedicata alla Mixed Virtual Reality

    di redazione open innovation | 12 feb 2019

Visori e lavagne hi-tech per far interagire gli studenti e introdurli alla nuova frontiera della didattica digitale. Tra le possibili aree di sviluppo di quest’ultima c’è infatti la Mixed Virtual Reality, la realtà immersiva per potenziare l’apprendimento. Pioniera da questo punto di vista è stata la Scuola elementare Kennedy di Bresso (Milano), prima struttura didattica in Europa a inaugurare un’aula interamente dedicata alla MVR, Mixed Virtual Reality. Se i primi esperimenti di successo, negli ultimi anni, avevano coinvolto insegnanti e studenti inglesi, è l’Italia, oggi, la prima nazione del Vecchio Continente a dedicare spazi attrezzati e stabili alla realtà virtuale applicata al mondo dell’istruzione.

Una nuova esperienza educativa

A introdurre la realtà virtuale tra i banchi ci ha pensato la docente Emanuela Salamina che della ‘Kennedy’, è anche responsabile per le nuove tecnologie dagli anni ’80, ossia dai tempi del linguaggio Dos. Dopo aver ottenuto, in tempi non sospetti, l’installazione delle prime Lim, le lavagne interattive multimediali, l’insegnante, grazie anche al sostegno dei genitori, è riuscita a far fare all’Istituto didattico un nuovo salto nel futuro.

Proprio una delle lavagne multimediali, infatti, è stata dotata di visore e connessa alla realtà virtuale, consentendo così agli studenti di immergersi all’interno del contenuto formativo per ‘esplorarlo’ in 3D. Una nuova esperienza accolta con entusiasmo dagli alunni, che da qualche mese possono apprendere nozioni di storia, geografia, scienze e arte non solo sui sussidiari, ma anche in una realtà parallela, con l’ausilio di questa tecnologia digitale che oltre a divertire si è rivelata un utile strumento di inclusione per quei bambini con fragilità e disturbi specifici dell'apprendimento.

Dentro al corpo umano e oltre

Altro punto a favore della MVR a scuola sono i costi comunque sostenibili: basta infatti un normale pc, una lavagna multimediale, un visore (in vendita a poche decine di euro) e alcuni software per ‘viaggiare’, ad esempio, alla scoperta del corpo umano. In due ore di lezione settimanali dedicate alle scienze, ora gli studenti delle quinte del Kennedy possono entrare letteralmente dentro a cuore e polmoni, sezionare le varie parti dell’organo, scoprirne i nomi - grazie a didascalie rigorosamente in inglese - e sentire il battito variare a seconda che l’essere umano virtuale corra o dorma.

Al termine del periodo di studio, l’interrogazione avviene anch’essa tramite la MVR: l’alunno interrogato entra nuovamente nel cuore, ne spiega parti e funzionamento mentre i compagni lo supportano dall’esterno. In questo modo, oltre a rendere la verifica un’esperienza più coinvolgente, si promuove anche lo spirito di collaborazione e l’integrazione tra gli alunni.

La rivoluzione non interessa solo Scienze: grazie a software specifici e ad applicazioni come Google Earth o ‘video 360°’, la realtà virtuale consente di esplorare ambienti geografici, come fondali marini o specifici ecosistemi. E non è tutto, perché con questa tecnologia anche gli antichi romani possono diventare ‘compagni di classe’, così da apprenderne da vicino usi e costumi. Senza contare le infinite potenzialità della MVR applicata all’arte e al disegno: tra queste, la possibilità di ‘immergersi’ in un quadro e di dipingerlo partendo da zero.

La collaborazione con i genitori

Il progetto 'pilota' avviato dall’istituto di Bresso è poi un esempio virtuoso di collaborazione fra docenti e famiglie. Il Comitato dei Genitori ha infatti capito il contributo che questa nuova tecnologia poteva assicurare alla didattica di classe e ha sostenuto economicamente l’investimento per Pc, visore e controllers collegati alla Lim già in dotazione alla scuola. Gli stessi genitori hanno poi imbiancato l’aula attrezzata per la MVR tutta d’azzurro per rendere l’esperienza visiva ben chiara e comprensibile sia per l’alunno che è connesso al sistema, sia per i compagni che assistono 'da fuori'.

Il prossimo passo, la Realtà Aumentata

Tagliato questo traguardo, l’obiettivo della scuola nei prossimi anni è un ulteriore aggiornamento del sistema con l’introduzione anche della realtà aumentata, la tecnologia che sempre tramite visori dedicati permette di visualizzare nel mondo reale oggetti virtuali, e quindi di accrescere le potenzialità complessive dell’insegnamento e dell'apprendimento.

Nel futuro l’Intelligenza Artificiale salirà in cattedra…

E presto la digitalizzazione della scuola, guardando a quanto sta già accadendo Oltreoceano, troverà completamento nell’introduzione dell'Intelligenza artificiale in cattedra. Gli studenti di alcune elementari neozelandesi, infatti, stanno per sperimentare 'Will', software che proietta un volto umano su di uno schermo e che insegnerà ai ragazzi i principi della sostenibilità ambientale, del consumo responsabile oltre alle principali caratteristiche e potenzialità delle energie rinnovabili. Gli studenti potranno interagire col 'maestro virtuale' sfruttando computer, tablet e smartphone.

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