Parte il “Foro per l’Innovazione”: traccerà la road map triennale dell’ente sull’innovazione e coinvolgerà i cittadini. Del Gobbo: “Vogliamo essere il principale Hub europeo per la ricerca”.

C’è l’americano David Guston, direttore della School for the Future of Innovation in Society della Arizona State University e eminente nome della Responsible Research and Innovation negli USA, primo classificato. Dalla Germania arriva Ralf Lindner del prestigioso Istituto Fraunhofer, emblema internazionale di eccellenza nel trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca a quello dell'impresa. È italiana Federica Lucivero, da anni però senior researcher a Oxford, esperta di etica delle tecnologie emergenti. Ha un profilo decisamente internazionale il nuovo “Foro per l’Innovazione e la Ricerca” varato dalla giunta lombarda nell’ultima seduta del 2017, il 28 dicembre: 149 le candidature arrivate in un mese, di cui 56 da altre nazioni, europee e non, e da università di eccellenza tra cui Harvard, Yale, Oxford, Stanford, Leuven, in risposta alla call da Regione Lombardia. Un avviso pubblicato anche in inglese sulla piattaforma regionale Open Innovation e rilanciato su alcune riviste per individuare dieci super esperti in discipline scientifiche, umanistiche e sociali, in grado di affiancare Regione Lombardia nelle sfide aperte per il futuro dalle nuove frontiere della scienza e dalle applicazioni tecnologiche. “È la dimostrazione che il Foro ha richiamato l’attenzione e l’interesse di esperti da tutto il mondo” rivendica Luca Del Gobbo, assessore regionale a Università, Ricerca e Open Innovation.

Gli OBIETTIVI

Lo strumento del Foro è innovativo, negli scopi e nei contenuti: primo del suo genere in Italia, si tratta di un organismo indipendente chiamato appunto a supportare la Regione in tutte le decisioni e gli ambiti interessati dall’innovazione. Con compiti consultivi, propositivi e informativi, nei confronti dell’amministrazione regionale ma anche dei cittadini, visto che il team di super esperti studierà anche forme di coinvolgimento dell’opinione pubblica per la discussione dei temi più ‘caldi’ legati a nuove tecnologie e scoperte scientifiche. Un’attenzione particolare sarà dedicata anche alla governance della sicurezza digitale.

La Fondazione Bassetti è stata incaricata di vagliare i curricula degli innovatori: i primi dieci comporranno appunto il “Foro” regionale.

I PROTAGONISTI

Le competenze selezionate coprono tutti gli ambiti dell’innovazione: dalle Scienze della Vita alla RRI (Responsible Research and Innovation), dagli STS (Science and Technologies Studies), a Open data e Open Innovation. E poi sociologia del rischio, bioetica, metodi partecipativi e deliberativi, comunicazione pubblica della scienza. Oltre ai nomi già citati, ecco gli altri sette selezionati. Nel Foro entrano gli italiani Mario Calderini e Denise Di Dio, entrambi del Politecnico di Milano: il primo ha fondato e dirige Tiresia, centro di ricerca della School of Management del PoliMi in tema di Innovazione e Finanza per l’Impatto Sociale, la seconda è consigliera sempre di Tiresia, esperta di bandi per l’innovazione e la promozione di start up; Francesco Lescai, laureato in Biotecnologie Mediche all’Università di Bologna e attualmente professore associato di genomica e bioinformatica all’Universita di Aarhus, in Danimarca, dove si occupa di genetica delle malattie psichiatriche; Douglas K.R.Robinson, esperto dell’uso di Big Data per l’analisi in ambiti scientifici e tecnoligici; Marzia Mazzonetto, che dopo il master in comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste è entrata in Ecsite, la rete europea dei Musei scientifici e Science Center; altra donna nel team è l’islandese Agnes Allansdottir, laureata in Psicologia Sociale alla London School of Economics ma da vent’anni attiva in Italia, ricercatrice alla Toscana Life Science dove studia il potenziamento cognitivo; e ancora un italiano, il giornalista Guido Romeo, esperto di Data Journalism, di innovazione e ricerca, insignito di diversi premi per la comunicazione scientifica e i suoi scritti sui cambiamenti climatici.

Ognuno di loro avrà un contratto triennale, con una dotazione di 35 mila euro per le proprie ricerche. “Un altro passo concreto per rendere la nostra regione il principale hub europeo della ricerca – ha commentato l’assessore Del Gobbo - applicata a tutte quelle discipline che hanno impatto sulla vita delle persone. Il Foro contribuirà a monitorare e valutare gli avanzamenti tecnico-scientifici a livello internazionale, proponendo interventi mirati per il trasferimento dei risultati della ricerca. Un supporto prezioso per la politica nelle decisioni che investono il benessere dei cittadini a diverso livello”.

I PASSAGGI

Si conclude così il percorso avviato mesi fa, per dare corpo all’organismo immaginato dalla legge regionale 29/2016 “Lombardia è ricerca e innovazione” proposta da Del Gobbo. La call internazionale, approvata dalla giunta il 17 luglio scorso, è rimasta aperta dal primo al 30 settembre. Il Foro sarà presto operativo: “Nella seduta di insediamento - ha spiegato Del Gobbo - dopo la nomina al proprio interno del presidente, il Foro affronterà come primo compito l’analisi e la valutazione del Piano strategico triennale per le politiche di ricerca e innovazione, la road map con obiettivi e passi concreti che Regione seguirà per i prossimi tre anni in questo settore. Ci aspettiamo contributi fondamentali per realizzare quei cambiamenti che favoriranno la crescita dello sviluppo economico e del benessere delle persone”.

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