I dieci esperti internazionali in call conference. Presidente Mario Calderini, docente del PoliMi

Primo incontro per il neonato Foro regionale lombardo per l’innovazione e la ricerca, incaricato di supportare le politiche della Giunta sui temi e sull’impatto sociale della ricerca scientifica, dell’innovazione tecnologica e del coinvolgimento di stakeholder e cittadini (qui il profilo dei dieci membri del Foro: http://www.openinnovation.regione.lombardia.it/it/foro-regionale).

Nel pomeriggio del 14 giugno, i dieci esperti internazionali nominati da Regione Lombardia si sono collegati dall’Italia e da sei altre nazioni (USA, Francia, Danimarca, Belgio, Germania, Inghilterra) con Palazzo Lombardia per la riunione di avvio dei lavori del nuovo organismo consultivo. E hanno anzitutto eletto come proprio presidente Mario Calderini, docente del Politecnico di Milano e direttore del centro di ricerca Tiresia del PoliMi: a lui il compito di coordinare i contributi dei singoli e di fare da raccordo con l’ente pubblico.

A dare il benvenuto ai dieci esperti a nome della Direzione Generale regionale Università, Ricerca, Export e Internazionalizzazione Ermanno Boccalari, che ha portato il saluto del presidente della Regione Attilio Fontana e del vicepresidente e assessore Fabrizio Sala. A moderare gli interventi Angela Simone e Francesco Samorè della Fondazione Giannino Bassetti. Le competenze dei dieci profili individuati da Regione spaziano dal e-Health alla Bioinformatica, dai processi partecipativi alla Finanza sociale, dal Technology Assessment alle ricerche sociali: un mix di esperienze messe a confronto attraverso la piattaforma regionale Open Innovation dove gli esperti si scambieranno anche osservazioni e materiali.

Anzitutto sul PST, ovvero il Programma Strategico Triennale su Innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico di Regione Lombardia per i prossimi tre anni, le cui linee guida verranno presentate a pubblico e stakeholder il 26giugno agli “Stati generali per la ricerca e l’innovazione: Piedi per terra, sguardo al futuro” (Palazzo Lombardia, sala Marco Biagi, 9.30-12.30, qui programma e iscrizioni: http://www.openinnovation.regione.lombardia.it/it/stati-generali).

UN PERCORSO PARTECIPATO

Il PST si è già arricchito del contributo di ben 1500 stakeholder e cittadini, grazie a una consultazione on line i cui risultati sono stati sottoposti ai membri del Foro da Paola Peduzzi di Finlombarda. Chi ha risposto al questionario su Open Innovation ad esempio ha potuto indicare i bisogni a cui ritiene prioritario dare risposta e le azioni da intraprendere per rendere ricerca e innovazione vere leve di sviluppo del territorio. I bisogni espressi e le azioni suggerite verranno illustrati nel dettaglio proprio nel corso dell’evento del 26 giugno.

La riunione del 14 ha permesso di raccogliere anche le osservazioni di ciascun membro del FORO sul PST, riconosciuto come “un punto di partenza molto buono” dal presidente Calderini. Tra le indicazioni arrivate dagli esperti internazionali: l’importanza del coinvolgimento di cittadini e stakeholder, con modalità specifiche; l’attenzione all’open innovation;la necessità di raccordarsi ad altre strategie anche internazionali, in particolare sul fronte della RRI (Responsible Research and Innovation). La prima sessione di lavoro ha però tracciato anche la road map del Foro – il cui incarico è triennale - per i prossimi mesi.

GLI OBIETTIVI DEL FORO

L’attenzione degli esperti si concentrerà prima di tutto sul PST, che la Giunta regionale prevede di approvare a ottobre.All’orizzonte poi il compito di supportare Regione Lombardia nel percorso di approfondimento e studio sui temi della Medicina di precisione (proprio la PM, Precision Medicine, è il focus dell’edizione 2018 del Premio internazionale ‘Lombardia è ricerca’ promosso da Regione con un assegno da 1 milione di euro). Tra le possibili iniziative che si stanno valutando, anche quella di uno screening genomico neonatale sul territorio regionale: per arrivare a terapie più efficaci perché mirate sulle specificità di patologie e pazienti, questa nuova frontiera delle cure dipende in gran parte dalla disponibilità di un alto numero di profili genetici da mettere a confronto.

Ai dieci esperti internazionali verrà chiesto anche di fornire indicazioni utili alla promozione da parte di Regione di un evento multistakeholder su “Smart mobility e AI”, per riflettere sulle nuove regolamentazioni che le innovazioni tecnologiche rendono necessarie nell’ambito della mobilità.

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