Secondo i dati forniti da Federchimica, l’Italia è oggi al secondo posto in Europa nel settore chimico, preceduta solamente dalla Germania. Nel nostro Paese sono presenti diversi poli chimici, e le attività del settore risultano distribuite su tutto il territorio nazionale, con una spiccata propensione verso la chimica fine e specialistica. Questa, infatti, a differenza della chimica di base non è caratterizzata da elevate economie di scala e perciò non necessita di grandi impianti industriali: questo aspetto è coerente con il sistema economico italiano, caratterizzato dalla presenza di numerose PMI.

Un dato non meno rilevante risulta essere il grado di innovatività delle industrie italiane e il loro impegno nella ricerca. L’innovazione nel settore chimico, infatti, non è solamente un’innovazione di processo (benché fondamentale), ma anche e soprattutto di prodotto, vedendo impegnato in questa attività il 52% delle imprese a fronte del 28% della media nel settore manifatturiero. Il grado di innovazione che caratterizza l’attività dell’industria chimica italiana ha quindi un ruolo rilevante nell’ambito del trasferimento di innovazione tecnologica ai settori contigui, andando così a ricoprire il ruolo di vera e propria “infrastruttura tecnologica”.

Scendendo più nel dettaglio, all’interno di questo scenario, Regione Lombardia guida l’eccellenza nazionale con il 31% del totale delle industrie manifatturiere concentrate sul suo territorio, dato che sale al 42% considerando proprio i comparti chimico e farmaceutico.

Regione Lombardia è al primo posto nel settore sia per numero di imprese che per investimenti in ricerca e sviluppo, ed eccelle anche in ambito internazionale, classificandosi al secondo posto fra le regioni chimiche europee (su un totale di 152) per numero di addetti nei già citati settori, con un totale di 67.667 unità (ovvero il 4,1% del totale degli occupati nel settore sul totale europeo), preceduta solamente dalla regione tedesca Renania-Westfalia.

Questi ottimi risultati sono strettamente collegati all’elevato indice di specializzazione che caratterizza i settori chimico e farmaceutico in Lombardia, addirittura più elevati dei principali settori industriali considerati il cuore dell’attività economica regionale: con un indice di specializzazione pari a 1.69 nella chimica e 1.51 nella farmaceutica, ad esempio, essa supera del 42% l’indice di specializzazione detenuto nel settore meccanico, fattore che ha contribuito a far sì che nel primo trimestre 2017 essa accrescesse il proprio fatturato del 3%, incrementando la quota di export verso oriente, del 34.5%  verso la Cina e del 20,1% verso la Russia.

Sarebbe interessante condividere esperienze di imprese innovative nel settore chimico e farmaceutico.

Fonti: http://www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it/wps/portal/LS/Home/News/Dettaglio-News/2017/06-giugno/Chimica-lombardia-prima-regione-per-numero-di-imprese

http://www.federchimica.it/

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