Jobmetoo: un lavoro anche a me. Si chiama così il portale di recruiting nato nel 2014 da un’intuizione di Daniele Regolo, imprenditore e disabile uditivo, per favorire ricerca e offerta di lavoro dei candidati che appartengono a categorie protette

«Jobmetoo: un lavoro anche a me. Si chiama così il portale di recruiting nato nel 2014 da un’intuizione di Daniele Regolo, imprenditore e disabile uditivo grave dalla prima infanzia, per favorire ricerca e offerta di lavoro dei candidati che appartengono alle categorie protette […]».


«[…] basta registrarsi per ricevere proposte via email o sfogliare, in autonomia, gli annunci che si susseguono sul portale. Il resto è affidato in parte alla scelta automatica di un algoritmo e in parte al team assemblato da Regolo per filtrare i contenuti. Il software seleziona e fa incrociare le offerte compatibili sia con il curriculum che con le condizioni effettive del candidato […]».


«Negli anni di LinkedIn e dell’enorme offerta di motori di ricerca lavorativi, Regolo si è accorto di un vuoto: l’assenza di uno strumento che restringesse il campo alle esigenze di risorse con problemi di disabilità grave. Da lì è scattata la scintilla che si sarebbe trasformata in una piattaforma con 100mila utenti iscritti e 400 aziende partner, in genere sopra i 50 dipendenti […]».


«[…] sulla bacheca delle ‘aziende che assumono’ scorrono i nomi di Barilla, Lamborghini e il brand di moda Desigual. E nelle ultime offerte pubblicate si aprono spazi per figure di medio-alto livello come buyer, ingegneri, european accountant ed esperti di logistica […]».


Fonte: Nòva, Il Sole 24 Ore
Autore: Alberto Magnani
Data: 05/07/2017

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