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    5G, a Milano primo intervento chirurgico simulato da remoto con il San Raffaele

    Dalla sede Vodafone in Lorenteggio il test su un modello di laringe in ospedale

    di redazione open innovation | 09 ott 2019

Il laser e le pinze di precisione si sono mossi senza intoppi e hanno rimosso il polipo dal modello artificiale di laringe all’ospedale San Raffaele di Milano. Eppure gli occhi e la mano che guidavano con precisione gli strumenti si trovavano a oltre venti chilometri di distanza, dall’altra parte della città, al Vodafone Village.

È da qui infatti che martedì 8 ottobre il professor Matteo Trimarchi, Otorinolaringoiatra del San Raffaele, ha eseguito a Milano il primo intervento italiano di chirurgia a distanza grazie alla tecnologia 5G, assistito dalla sue equipe in sala operatoria.

A fare la differenza, la bassissima latenza e la banda larga abilitate dal 5G che hanno permesso al chirurgo di manovrare laser e pinze di un robot a distanza e praticamente in tempo reale, ricevendo anche un video in stereoscopia dell’area di intervento. Risultato: taglio perfetto, come se il professore si trovasse effettivamente in una delle sale del San Raffaele.

Dal test su un modello con tessuto a un’operazione vera e propria su pazienti il cammino non sarà forse breve ma il primo passo, questo è il messaggio, è stato fatto. In prospettiva, l’orizzonte che si apre è quello di una maggiore disponibilità di competenze chirurgiche di eccellenza per un numero sempre maggiore di persone, a prescindere da distanze e confini geografici e con un notevole risparmio a livello di costi, anzitutto per i pazienti.

Le altre novità in ambito e-Health

Un traguardo annunciato, quello del progetto nato dalla collaborazione tra Istituto italiano di tecnologia, Ospedale San Raffaele e Vodafone ovvero il gestore che nel 2017 si è aggiudicato la sperimentazione del 5G su Milano, ma non per questo meno eclatante. Vodafone ha infatti da tempo annunciato diversi progetti per l’applicazione della nuova tecnologia in ambito e-Health.

Non solo microchirurgia da remoto, dunque. Martedì in occasione del “5G Healthcare - Vodafone Conference & experience day” sono stati presentati in tutto nove progetti, di cui tre inediti, che hanno l’ambizione per stravolgere il modo in cui ci curiamo.

Oltre alla già annunciata ambulanza connessa (dove ai soccorritori sarà possibile fare diagnosi in sinergia il personale delle strutture sanitarie, grazie a visori collegati agli ospedali in 5G) e alla robotica riabilitativa, un altro progetto prevede la condivisione di video e immagini radiologiche ad altissima definizione, in mobilità e in tempo reale, in collaborazione con Exprivia-Italtel e Istituto Clinico Humanitas.

E ancora, insieme a Politecnico di Milano e Istituto Tecnico Humanitas Vodafone pensa ad attivare un monitoraggio remoto di pazienti affetti da patologie respiratorie: un progetto di telemedicina, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle cure.

L’impatto sul PIL

Tutte innovazioni destinate ad avere grande impatto sulle comunità ma anche sulla produttività e Pil del paese, che potrebbe crescere di qualche punto percentuale. Un punto su cui ha insistito il Ceo di Vodafone Italia Aldo Bisio parlando di “Pil di alta qualità”, con una nuova richiesta ingegneri e tecnici per scrivere i software necessari a rendere operativi i progetti in questione. Dai più complessi ai più vicini ai cittadini, come promettono di essere quelli legati alla smart wearable technology per il monitoraggio quotidiano del proprio corpo, oltre che per uso sportivo.

Nel complesso, la sperimentazione Vodafone su Milano prevede 41 progetti abilitati dal 5G - tra cui i nove citati di ambito sanitario -, di cui 37 già avviati.

 

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