ll Centro per la Complessità e i Biosistemi (CC&B) dell’Università Statale di Milano ha celebrato il 7 ottobre 2025 i dieci anni di attività. Un decennio di ricerca interdisciplinare per comprendere la complessità del mondo e promuovere la sostenibilità: dalla salute alla progettazione di materiali innovativi, fino all’analisi dei dati ambientali e sociali.
I promotori
Nato nel 2015 dall’iniziativa di un gruppo di scienziati – Caterina La Porta, docente di Patologia generale, Stefano Zapperi, docente di Fisica teorica della materia condensata, e Sebastiano Vigna, docente di Informatica - il Centro integra fisica, biologia e informatica per studiare i sistemi complessi e promuovere innovazione scientifica e tecnologica.
Ambiti diversi e un filo conduttore: l’ottica “One Health”
Nel corso di questo decennio, il CC&B ha affrontato le sfide della scienza contemporanea analizzando processi cellulari, dinamiche sociali, organizzazione biologica e comportamento dei materiali, con un approccio sperimentale e interdisciplinare capace di interpretare l’enorme mole di dati generata in questi ambiti.
La sostenibilità è il filo conduttore delle sue ricerche, sviluppate a partire dal principio “One Health”, che intreccia salute umana, animale e ambientale. Il Centro ha elaborato strategie per analizzare i dati ambientali in relazione alla salute, algoritmi per la progettazione di materiali sostenibili e biodegradabili, soluzioni di medicina di precisione e strumenti per studiare i dati socioeconomici in un’ottica di salute pubblica.
L’assessore Fermi: celebriamo una comunità e il suo approccio interdisciplinare
L’importanza di questo impegno e il suo impatto concreto sul territorio lombardo hanno ottenuto il sostegno dell’Assessorato all’Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, che ha scelto di ospitare l’evento celebrativo dell’anniversario del CC&B.
In quest’occasione l’assessore Alessandro Fermi ha sottolineato l’efficacia di un approccio scientifico interdisciplinare, capace di mettere in correlazione in modo proficuo salute e dati ambientali.
“Celebriamo non solo i dieci anni di attività del Centro - ha rimarcato dunque l’assessore Fermi- ma anche un decennio che ha visto nascere, crescere e consolidarsi una comunità accademica, scientifica, tecnologica che ha saputo intrecciare discipline, competenze, passioni per dare risposte nuove a problemi complessi. Il CC&B è nato con l’intento di andare oltre i confini tradizionali tra biologia, fisica, informatica e scienze dei materiali. L’approccio interdisciplinare è dunque divenuto il suo segno distintivo”.
“Negli anni ha ottenuto riconoscimenti importanti - ha ricordato ancora Fermi -, ed è altrettanto importante la crescita del nostro impatto su temi legati alla sostenibilità: materiali ecologici, economia circolare, relazione tra salute, ambiente e innovazione. Ad esempio, il centro si è fatto promotore di ricerca che attraversa edilizia sostenibile, biotecnologie, agricoltura intelligente e salute ambientale”.
I progetti avviati
Le tre aree di ricerca del Centro - Fisica e Materiali, Biosistemi e Medicina Digitale, Informatica - hanno dato vita numerosi progetti:
- ARCHIBIOFOAM, in collaborazione con Aalto University (Finlandia) e l’Università di Stoccarda (Germania), studia un bio-materiale espanso capace di cambiare forma e reagire all’ambiente, con applicazioni in edilizia e architettura;
- METACTOR, insieme al CNR-ICMATE di Lecco, progetta attuatori basati su leghe di Nichel-Titanio con proprietà superelastiche e di memoria di forma;
- STELLA, algoritmo che analizza i metaboliti prodotti dal microbioma umano e del suolo, utile per ristabilire equilibri microbici e migliorare la fertilità dei terreni (impiegato anche in uno studio con PizzaAut sul microbioma di ragazzi con sindrome dell’autismo);
- BRAIN2MUSIC, che mira a ridurre ansia e stress attraverso musica personalizzata generata da segnali EEG.
“La forza del CC&B è quella di affrontare problemi complessi mettendo insieme competenze molto diverse - commenta Stefano Zapperi -. In questo modo è possibile sviluppare strategie innovative che spesso sarebbe difficile immaginare restando chiusi nella propria bolla disciplinare”.
L’algoritmo ARIADNE individua chi risponde all’immunoterapia
Un esempio emblematico è ARIADNE, algoritmo sviluppato da La Porta e Zapperi per analizzare i profili di espressione genica dei tumori, la cui commercializzazione è affidata allo spinoff Complexdata dell’Università Statale. Utilizzando l’intelligenza artificiale, ARIADNE consente di prevedere l’aggressività del tumore al seno triplo negativo e la risposta ai trattamenti immunoterapici.
Uno studio pubblicato su Communications Medicine ha dimostrato che ARIADNE distingue due gruppi di pazienti con differenti esiti clinici: chi presenta un punteggio basso ha maggiori probabilità di risposta patologica completa a chemio e immunoterapia, mentre nel gruppo con punteggio alto questo beneficio non si osserva. Un risultato che consente di ottimizzare i trattamenti, aumentando l’efficacia e riducendo effetti collaterali.
“L’immunoterapia rappresenta la nuova frontiera nella cura dei tumori - spiega Caterina La Porta - ma il problema oggi è identificare i pazienti che ne trarranno reale beneficio. Il test ARIADNE fornisce una risposta concreta a questa domanda”.

