Accorciare la distanza tra ricerca e imprese, valorizzare le eccellenze scientifiche e accelerare il trasferimento tecnologico: ecco l’obiettivo dell’Accordo tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR e Unioncamere, approvato il 14/4 dal Consiglio di Amministrazione delle due istituzioni.
L’Intesa rinnova e amplia una collaborazione in atto da anni, con l’obiettivo di trasferire tecnologie d’avanguardia nel cuore del sistema produttivo italiano.
La distanza tra ricerca e imprese, le PMI coinvolte
Mentre le pubblicazioni scientifiche italiane di alta qualità crescono del 60% in 10 anni e altrettanto fanno quelle di area STEM, i risultati della ricerca faticano ancora ad atterrare nel tessuto produttivo nazionale: spesso le imprese, frenate da limiti di risorse umane e finanziarie, faticano persino a identificare i propri bisogni di innovazione.
Banco di prova delle azioni previste dall’Accordo sarà un nucleo di 30mila piccole e medie imprese dotate di un elevato potenziale innovativo.
Si tratta di soggetti contraddistinti da un marcato dinamismo, con tassi di crescita medi superiori al 15% annuo, una spiccata propensione alla tutela brevettuale e una forte proiezione sui mercati internazionali.
Le quattro linee di azione
L’Accordo prevede un programma di azione diviso in quattro linee di attività:
- Scouting della ricerca e analisi dei fabbisogni. Un Team multidisciplinare, composto da Project manager, Technology e Finance Broker, affiancato da Innovation promoter, individuerà i segmenti produttivi più innovativi, traducendone i fabbisogni e trasformandoli in quesiti tecnologici ai quali la ricerca può dare risposta. Parallelamente effettuerà una mappatura delle competenze, tecnologie e risultati di ricerca prossimi all’applicazione in processi produttivi o nuovi prodotti.
- Animazione territoriale. Un calendario di eventi nei principali distretti produttivi consentirà ai ricercatori del CNR di presentare soluzioni applicative mature confrontandosi direttamente con le imprese.
- Hub digitale di matching. Sarà predisposta una piattaforma digitale di matching tra domanda e offerta di innovazione con tool specialistici, sistemi di assessment e di rilevazione dei fabbisogni delle imprese. L’obiettivo è mettere a disposizione un hub che ospiti un catalogo ragionato e aggiornato di tecnologie, brevetti e prototipi pronti per il percorso di industrializzazione.
- Innovation Lab e “Test before invest”. Gli Innovation Lab delle Camere di commercio rappresenteranno l’interfaccia diretta e permanente tra ricerca e tessuto imprenditoriale locale. I laboratori diventeranno la sede degli incontri one-to-one tra imprese e ricercatori e opereranno secondo la logica del “Test before invest”: le aziende potranno testare concretamente l’efficacia di una tecnologia prima di procede a investimenti finanziari significativi. Gli Innovation Lab camerali dovranno inoltre facilitare l’accesso delle imprese a canali di finanziamento, operando a supporto della nascita di spin-off della ricerca e di start up innovative.
Un modello inedito di collaborazione istituzionale
“Con questo accordo contribuiamo a fare dell’innovazione un fattore strutturale di crescita, competitività e valore” sottolinea Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche. Mentre il presidente di Unioncamere Andrea Prete mette in evidenza come si tratti di “un modello completamente nuovo di collaborazione istituzionale”.

