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    Scopri la MISSIONE 5: Coesione e Inclusione

    Enti locali promotori di politiche di equità e solidarietà. Ecco i fondi e le innovazioni previste

    di redazione open innovation | 22/11/2021

La Missione 5 del PNRR ricopre un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi, trasversali a tutto il Piano, di equità sociale, di solidarietà intergenerazionale, di genere - soprattutto attraverso il sostegno all’empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni - di incremento delle prospettive occupazionali dei giovani, di riequilibrio territoriale e sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne.

Comuni e aree metropolitane saranno protagonisti della definizione e attuazione dei progetti di questa Missione, per la valenza sociale e territoriale che la caratterizza. Il coinvolgimento degli enti locali sarà fondamentale per assicurare anche il finanziamento a regime dei nuovi servizi forniti che dovrà essere adeguatamente sostenuto, nell’ambito della programmazione del Bilancio. Strategico sarà anche il contributo del Terzo settore.

Accompagnare la modernizzazione del sistema economico del Paese e la trasformazione del mercato del lavoro con strumenti adeguati è l’obiettivo a cui punta la Componente 1 - Politiche per il lavoro –, orientata alla facilitazione delle transizioni occupazionali, al miglioramento dell’occupabilità e all’innalzamento del livello delle tutele attraverso la formazione.

A tal fine sono previsti interventi di:

  • ampliamento delle politiche attive e della formazione professionale, tramite il sostegno all’occupabilità di lavoratori in transizione e disoccupati (programma GOL), l’investimento sulla formazione continua degli occupati e la riforma della governance del sistema di formazione professionale (Piano Nazionale Nuove Competenze);
  • rafforzamento dei Centri per l’Impiego: fornire servizi innovativi di riqualificazione (upskilling e reskilling), coinvolgendo anche stakeholder pubblici e privati, aumentando la prossimità ai cittadini e integrando le reti dei diversi servizi territoriali;
  • promozione dell’imprenditorialità femminile e certificazione della parità di genere;
  • sviluppo del matching tra sistema di istruzione e formazione e mercato del lavoro (investimento “sistema duale”).

La Componente 2 - Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore – destina invece importanti risorse alla valorizzazione della dimensione “sociale” delle politiche sanitarie, urbanistiche, abitative, dei servizi per l’infanzia, per gli anziani, per i soggetti vulnerabili, così come di quelle della formazione, del lavoro, del sostegno alle famiglie, della sicurezza, della multiculturalità, dell’equità tra i generi.

I principali obiettivi individuati dal programma sono:

  • il rafforzamento dei servizi sociali territoriali;
  • il miglioramento del sistema di protezione e inclusione rivolto alle persone in condizioni di estrema emarginazione e povertà;
  • il servizio integrato che garantisca disponibilità di case pubbliche e private più accessibili e rigenerazione urbana e territoriale;
  • il riconoscimento dello sport come volano di integrazione sociale.

Questi progetti saranno affiancati da servizi a valere sui fondi PON. Possibile anche l’integrazione con le misure di sostegno contenute nel Family Act, con particolare riferimento all’Assegno unico e universale per i figli.

La terza Componente ha per oggetto gli Interventi speciali per la coesione territoriale e mira a sostenere il rafforzamento delle Strategia nazionale per le aree interne del Paese, investendo nell’istruzione, nei servizi sociosanitari e nel tessuto economico locale (es. interventi per le Zone Economiche Speciali - ZES). In questo ambito trova ampio spazio anche la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie.

Per realizzare gli interventi stabiliti in questa missione sono stati impiegati 19,85 miliardi di euro, circa il 10,3% dei fondi totali del PNRR. Inoltre, le misure previste saranno affiancate ulteriormente da servizi a valere sui fondi PON e potenzialmente integrati da interventi contenuti nel Family Act, con particolare riferimento all’Assegno unico e universale per i figli. A questi finanziamenti si aggiungono inoltre 0,13 (per la componente 2) e 2,43 (per la componente 3) miliardi di euro derivanti dal Fondo Complementare. Infine, vi sono ulteriori 5,97 (per la componente 1) e 1,28 (per la componente 2) miliardi di euro stanziati dal fondo React EU.

Pertanto, complessivamente le risorse disponibili per il raggiungimento degli obiettivi di questa missione sono 29,62 miliardi di euro.

La Missione 5 in cifre

Numero investimenti: 17

Importo: € 19,85 mld, 10,37 % del PNRR

+ € 2,77 mld del Piano Complementare

+ 7,25 mld derivanti dal React-EU

Nello specifico, le risorse del PNRR sono poi suddivise fra le varie componenti come di seguito (in miliardi di euro):

Gli Investimenti di M5 C1

Le Riforme di M5 C1

Gli Investimenti di M5 C2

Le Riforme di M5 C2

Gli Investimenti di M5 C3

La Riforma di M5 C3

Focus sull’Innovazione

Nonostante le misure adottate nel raggio d’azione della M5 propongano perlopiù soluzioni “classiche”, ovvero senza rilevanti novità per il sistema di riferimento, emergono tuttavia spazi di possibile innovazione. Si segnala in particolare il progetto Ecosistemi per l’innovazione al Sud in contesti urbani marginalizzati, ideato al fine di promuovere la rigenerazione sociale e ambientale delle aree urbane più degradate del Sud Italia, mediante la creazione di quattro Innovation Hub per offrire formazione altamente qualificata, favorire la ricerca multidisciplinare e la nascita di attività economiche innovative. 

Il progetto comprende la collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese, amministrazioni pubbliche (in primis le Regioni meridionali) e organizzazioni del Terzo Settore, in modo da valorizzare le peculiarità di tutti gli attori coinvolti. Nella prima fase saranno selezionati i siti attraverso un avviso pubblico ed entro il primo trimestre del 2022 verranno approvati i progetti. La seconda fase consiste, invece, nella riqualificazione e nell’ammodernamento dei siti individuati e si concluderà entro giugno 2022.

Un altro progetto di interesse è il Programma Innovativo della qualità dell’abitare finalizzato al miglioramento e alla diffusione dell’housing sociale tramite l’utilizzo di modelli e strumenti innovativi atti a garantire il benessere sociale e il decoro urbano e alla realizzazione di interventi sull’edilizia residenziale pubblica. Le proposte da finanziare verranno selezionate in base all’impatto ambientale, sociale, culturale, urbano-territoriale, economico-finanziario e tecnologico dei progetti.

Settori di possibile innovazione saranno quelli relativi alla raccolta dati e la loro gestione, si prevede infatti la creazione di sistemi informativi innovativi più user friendly di raccolta dati e la loro gestione da parte di enti accreditati.

Altri elementi di trasformazione potranno attuarsi nelle politiche a sostegno degli anziani. Più nello specifico, le autorità locali potranno investire in sistemi all’avanguardia (domotica, telemedicina e monitoraggio a distanza) per garantire al soggetto fragile la massima autonomia e indipendenza, nell’ottica di una potenziata presa in carico da parte dei servizi sociosanitari.

Nell’ambito del progetto Percorsi di autonomia per persone con disabilità, invece, ideato per fornire assistenza soprattutto alle persone con disabilità anche gravi prive di assistenza genitoriale o familiare, si prevede la dotazione di dispositivi ICT dedicati agli utenti e il supporto per sviluppare competenze digitali: lo scopo è quello di garantire loro l’indipendenza economica e la riduzione delle barriere di accesso al mercato del lavoro attraverso soluzioni di Smart Working.

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