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    Scopri la MISSIONE 6: Salute

    Telemedicina, Case di comunità, assistenza domiciliare e digitalizzazione: le svolte attese nel SSN

    di redazione open innovation | 22/11/2021

La Missione 6 del PNRR è stata oggetto di un profondo dibattito, soprattutto in considerazione della pandemia da Covid-19 che ha colpito il Paese. Sebbene il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) italiano sia in linea con la media europea per speranza di vita, la pandemia ha reso ancora più evidenti alcuni aspetti critici di natura strutturale, che in prospettiva potrebbero essere aggravati dalla crescente domanda di servizi sanitari derivante dalle tendenze demografiche, epidemiologiche e sociali in atto.

In particolare, il Sistema presenta:

  • significative disparità territoriali nell’erogazione dei servizi (flussi migratori per le cure da sud a nord);
  • un’inadeguata integrazione tra servizi ospedalieri, servizi territoriali e servizi sociali;
  • tempi di attesa elevati per le erogazioni di alcune prestazioni;
  • una scarsa capacità di conseguire sinergie nella definizione delle strategie di risposta ai rischi ambientali, climatici e sanitari.

La strategia delineata nel PNRR vuole affrontare gli aspetti critici sopra descritti in maniera omogenea e sinergica. Attraverso investimenti e riforme l’obiettivo è di uniformare i servizi ai bisogni di cura dei pazienti in ogni area del Paese.

La missione è articolata in due componenti:

  • Reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale
  • In questa componente si intende intervenire tramite la creazione di strutture, presidi territoriali, assistenza domiciliare, telemedicina e l’integrazione con tutti i servizi socio-sanitari per rafforzare le prestazioni erogate sul territorio.
  • Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale
  • Le misure di questa componente hanno l’obiettivo di rinnovare e ammodernare le strutture tecnologiche e digitali già esistenti, il completamento e la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (già utilizzato e consolidato in Lombardia) e una migliore capacità di erogazione e monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) attraverso più efficaci sistemi informativi.
  • Risorse rilevanti verranno anche impegnate nella ricerca scientifica e nel trasferimento tecnologico, oltre che a potenziare la formazione del personale appartenente al SSN.

Il valore economico della Missione 6 (in miliardi d’euro)

Per l’ambito assistenza territoriale sanitaria, le risorse sono presenti nella Componente 1 della Missione 6 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”. Si tratta, complessivamente, di 7 miliardi (in prestiti), ai quali si aggiungono 1,50 miliardi di risorse React EU e 0,50 miliardi di risorse afferenti al Fondo complementare. L’obiettivo di questa componente è rafforzare il Servizio sanitario nazionale potenziando, tra l’altro, la protezione dai rischi sanitari.

Le risorse destinate all’obiettivo dell’innovazione tecnologica e digitale del Sistema sanitario nazionale (SSN) (M6C2) allocate alla Componente 2 della Missione 6 ammontano, complessivamente, a 8,63 miliardi di euro (in Prestiti), in più sono presenti 0,21 miliardi di REACT-EU e 2,39 miliardi del Fondo complementare.

Investimenti M6 C1

Riforme M6 C1

Investimenti M6C2

Riforme M6 C2

Focus sull’Innovazione

La Salute, sebbene sia una delle scienze più antiche della storia dell’umanità, vive di innovazione continua. L’avvento di nuove malattie e nuove problematiche ci costringe ad unificare il mero concetto di salute umana a un concetto più ampio di benessere civile, il quale è possibile solamente tramite nuovi modelli innovativi, come ad esempio la telemedicina. Per arrivare a uno stato avanguardistico equivalente ai Paesi virtuosi d’Europa, l’Italia ha la necessità di sfruttare i benefici derivanti dalle sinergie tra tecnologia e medicina.

Nel concreto, le manovre innovative che il PNRR si propone di realizzare sono legate all’ammodernamento tecnologico degli ospedali, all’utilizzo di nuove forme di cura come l’assistenza domiciliare, alle “case della comunità” (assistenza sanitaria di prossimità ai residenti, in quei territori dove gli ospedali sono distanti), al superamento della concezione di strutture per passare a un modello basato su “reti” che permetta l’interazione continua tra diverse realtà, in modo tale da facilitare e velocizzare l’interscambio di informazioni.

In sintesi, si richiede una personalizzazione del modello di cura del paziente in base alle esigenze sue e della sua famiglia. Queste manovre consentiranno un alleggerimento sugli ospedali, la digitalizzazione del registro sanitario, il potenziamento della risposta sanitaria in caso di emergenza, una cura più efficace e veloce per i pazienti con patologie più lievi e molte altre soluzioni che solo un sistema di innovazione continua che funziona può portare a scoprire.

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