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    Alimenti innovativi, il 18 luglio in Statale tre nuovi prodotti finanziati da Regione

    Dal Bando FRIM FESR un progetto dell’ateneo rivolto a persone intolleranti o celiache

    di redazione open innovation | 08 lug 2019

  1. Un progetto attento alle esigenze alimentari delle persone celiache o con specifiche intolleranze, finanziato con oltre 1 milione di euro da Regione Lombardia attraverso il bando FRIM FESR Aggregazioni, ha portato alla messa a punto di tre nuovi prodotti, frutto di una ricerca accademica mirata.

Ora il progetto, di cui è titolare l’Università degli Studi di Milano, presenta il proprio percorso e i risultati finali in un workshop dedicato, “Smart Fermentations”, in programma il 18 luglio alla Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari di Milano (l’iscrizione è obbligatoria a questo link).

Le innovazioni senza additivi chimici

L’innovazione proposta ha sfruttato le attività degradative che diversi microrganismi naturalmente hanno per trasformare alcune materie prime vegetali in semilavorati, con caratteristiche tecnologiche e nutraceutiche utili a innovare prodotti tradizionali e prodotti sostitutivi, destinati a soggetti affetti da allergie e/o intolleranze di tipo alimentare.

Ente capofila è stato appunto l’Università degli Studi di Milano, che ha raggruppato una dozzina di ricercatori di quattro Dipartimenti (Dipartimento di Scienze per Alimenti, la Nutrizione, l’Ambiente, Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali, Dipartimento di Chimica, Dipartimento di Scienze della Salute) in collaborazione con due partner privati (LaVitaWiz, Biotecnologie di Wiz Chemicals e Farine Varvello & Co.) attivi nel campo dell’innovazione alimentare.

Il progetto come detto è stato finalizzato allo sviluppo di tre nuovi prodotti.
Il primo è un preparato destinato alla formulazione di alimenti gluten-free: la naturale capacità di alcuni batteri acetici appartenenti al genere Komagataibacter di produrre cellulosa e acido acetico è stata utilizzata per migliorare la qualità sensoriale di prodotti finiti, sia salati sia dolci, e per allungare la shelf-life di pani destinati a persone celiache. Attraverso l’utilizzo di questo preparato i produttori potrebbero vantare un’etichetta “clean label”, senza additivi chimici.

Il secondo risultato raggiunto è stato ottenuto a partire da una coltura starter di batteri della specie Zymomonas mobilis, in grado di realizzare una lievitazione biologica del tutto simile al lievito di birra, con il vantaggio di non provocare reazioni avverse che si possono ritrovare in soggetti sensibili alla presenza di mannoproteine da lievito negli alimenti, quali pazienti affetti dalla sindrome dell’intestino irritabile e dal morbo di Crohn.

Il terzo prodotto messo a punto è un semilavorato a base di soia fermentata con ceppi di lievito arricchito naturalmente di antiossidanti (melatonina e derivati del triptofano), utili al mantenimento dello stato di salute in particolare delle persone anziane. I microrganismi selezionati originano da matrici alimentari.

I contributi al workshop

Il workshop sarà aperto dal saluto del professor Paolo Cortesi, Direttore del Dipartimento di Scienze per Alimenti, Nutrizione, Ambiente, l’introduzione al progetto sarà a cura del referente, Roberto Foschino, docente dello stesso Dipartimento che coinvolge anche la professoressa Manuela Rolini; tra gli altri relatori Maurizio Benaglia, del Dipartimento di Chimica; Marcelo Iriti, del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali; Rita Paroni, del Dipartimento di Scienze della Salute.

In allegato il programma completo.

La partecipazione è gratuita.

L’evento è fissato dalle 9.30 alle 12.45, nell’Aula C13 di Mangiagalli 25.

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