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    Alta formazione, da Regione 2 milioni per l’Apprendistato di III livello

    Un bando per far incontrare le esigenze di giovani e imprese su competenze specifiche

    di redazione open innovation | 06/10/2021

Regione Lombardia rilancia l’alta formazione centrata sull’apprendistato, ovvero un percorso che fa incontrare l’offerta formativa di atenei e centri di ricerca con la domanda di figure specializzate da parte delle imprese, permettendo ai giovani di essere assunti e al tempo stesso di conseguire un titolo accademico: laurea, master o dottorato di ricerca.

Per questo tipo di percorso la Giunta di Regione Lombardia ha stanziato, su proposta dell’assessore a Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione, 2 milioni di euro. Lo scopo è infatti la programmazione di un’offerta formativa in apprendistato di III livello in alta formazione e ricerca.

La nuova iniziativa troverà applicazione a partire dall’anno accademico 2021/2022, tramite un bando dedicato.

Punterà alla diffusione dell’apprendistato di alta formazione e ricerca e avrà come beneficiari ragazzi e ragazze tra i 18 e i 29 anni, residenti o domiciliati in Lombardia. Devono inoltre essere in possesso di un contratto di apprendistato e di un diploma di istruzione secondaria superiore. Tra questi la maturità professionale o il diploma professionale integrato da un certificato di specializzazione tecnica superiore.

Lo strumento innovativo

Questo particolare tipo di apprendistato permette alle imprese di assumere giovani tra i 18 e i 29 anni, già inseriti in un percorso di alta formazione (universitaria o post-diploma), così da indirizzare gli studi verso le specifiche competenze specialistiche necessarie alle imprese in base alle proprie esigenze di innovazione, o alle mutate richieste del mercato del lavoro.

Gli studenti apprendisti hanno così modo di scegliere un percorso centrato su una didattica per competenze, con la certezza di uno sbocco lavorativo.

Chi può richiedere il contributo di Regione Lombardia

Nello specifico, Regione Lombardia erogherà il contributo a copertura dei costi legati all’attività di formazione esterna erogata all’apprendista sulla base del piano formativo individuale. Quest’ultimo inoltre dev’essere definito in accordo tra impresa e istituzione formativa.

La domanda per il contributo potrà essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma di Regione Lombardia “Bandi Online”.

Qui di seguito i soggetti ammessi: 

- università con sede operativa nel territorio regionale;

- università telematiche riconosciute dal Ministero dell’Università e della Ricerca con almeno una sede d’esame in Lombardia;

- consorzi universitari con sede operativa nel territorio regionale;

- organismi di ricerca iscritti all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche;

- istituzioni autorizzate a rilasciare titoli di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.

I giovani in Lombardia (15-34 anni)

Dalla Direzione generale Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione della Regione Lombardia arrivano alcuni dati rilevanti, tra cui quelli sulla scelta delle scuole secondarie di secondo grado: il 49% degli iscritti a questo segmento dell’istruzione punta sui licei, il 36% sugli istituti tecnici, il 14,5% sugli istituti professionali. Per quanto riguarda invece il ‘Tasso lavorativo dei giovani’, gli uomini sono per la metà occupati (54%). Le donne occupate sono invece 2 su 5.

Il rilancio del mondo della scuola

“I fondi del PNRR, il Piano nazionale ripresa resilienza, saranno importanti per il rilancio del mondo della scuola - ha sottolineato l’assessore regionale all’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione -. Dobbiamo impegnarci per appianare il deficit didattico che evidentemente ha penalizzato i nostri ragazzi. Dobbiamo inoltre convogliare le forze per limitare la dispersione scolastica, garantendo a tutti gli strumenti per rilanciare il mondo della scuola”.

“Dobbiamo guardare al futuro e vogliamo evolverci anche nell’alternanza scuola-lavoro. Bisogna quindi legare le imprese alle scuole, portando avanti progetti straordinari. Occorre creare davvero un collegamento anche tra docenti e mondo economico, per avere un contatto con la realtà del territorio, restando coinvolti nelle sfide future”.

Ricerca e innovazione a partire dalle scuole

“Abbiamo l’85% di fondi europei in più della scossa programmazione - ha ricordato infine l’assessore -. L’idea è investire in ricerca e innovazione partendo non solo dalle università ma anche dalle scuole primarie e secondarie”.

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