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    Contro il degrado dei beni artistici Regione finanzia un dispositivo innovativo

    Grazie al bando FRIM FESR 2020 report precisi e condivisibili su crepe e fessure

    di redazione open innovation | 07 giu 2019

Il ‘petrolio’ italiano ha una tutela in più. Grazie a un’azienda di Monza, la Restauro Arte Snc, studiosi e restauratori hanno uno strumento in più per combattere il degrado dei beni artistici e culturali. Ovvero un dispositivo in grado di monitorare in maniera costante, precisa e a basso costo, lo stato di degrado delle tante opere d’arte di cui l’Italia è ricca: grazie a un progetto, finanziato da Regione Lombardia con 182 mila euro, potranno essere tenuti sotto controllo più agevolmente.  

Nello specifico, il dispositivo messo a punto è in grado di monitore lo stato di conservazione delle opere d’arte tenendo sotto costante controllo le crepe esistenti e segnalando ai tecnici del restauro il grado di avanzamento delle fessure. Un aiuto prezioso dunque per una loro corretta manutenzione.

Come funziona

Il progetto che ha portato a questo dispositivo, “Ardua innovazione”, ha usufruito dei fondi del bando regionale FRIM FESR 2020 per percorsi di Ricerca e Sviluppo nelle Micro Piccole e Medie Imprese. La sua realizzazione rappresenta un’esperienza innovativa nell’ambito dei processi e della produzione che caratterizzano il core business dell’azienda monzese. Sono state riformulate procedure e cicli di lavorazione, talvolta ex novo, permettendo all’azienda di riqualificare procedure e routine in senso migliorativo, ampliare la rete di collaborazioni, acquistare un nuovo portafoglio fornitori, esplorare una potenziale nuova nicchia di mercato.

L’innovazione realizzata da Restauro Arte, consiste nell’introduzione di tecnologie informatiche sia a livello di hardware sia di software, che permettono tempestività negli interventi grazie all’utilizzo di sistemi affidabili e con maggiore durata nel tempo. Allo stesso tempo tali tecnologie consentono un risparmio di costi e interventi di un eventuale restauro proprio grazie alla precisione dei dati raccolti. 

Tra gli strumenti utilizzati fessurimetri a lettura ottica traguardata, fessurimetri ad accelerometro o inclinometro di bassissima potenza e consumo. I dati vengono inviati a centraline di raccolta, che acquisiscono ed elaborano il tutto con schede hardware e software open source. Non solo: i report e le letture dati sono continue grazie ai service di elaborazione e acquisizione presenti su ogni dispositivo. Il tutto collegato alla centrale che consente la trasmissione dati wireless o Gsm.

Non solo per addetti ai lavori

La ricerca delle situazioni critiche avviene tramite i fessurimetri, sia a lettura digitale sia ottica. I primi con due accelerometri con collegamento wired a una scheda di memoria logica per la lettura continua dei dati. I secondi dotati di un sistema di misurazione laser, sofisticato e delicato che consente l’acquisizione ottica ed elaborazione dei dati con microcamera a lettura di scala millimetrata in time lapse. Questa seconda soluzione è sicuramente più complessa, ma consente una maggiore affidabilità e lettura in tempo reale.

La restituzione grafica dei report, infine, può fornire una lettura immediata dello stato di salute del bene artistico anche per i non addetti ai lavori: un elemento che può contribuire ad accrescere la conoscenza, l’interesse, la curiosità e l’attenzione verso l’opera e la sua storia. I dati, per la natura del dispositivo, possono facilmente e immediatamente essere resi disponibili su piattaforme web e social.

 

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