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    “Corvetto Digital School, tecnologie e social contro l’abbandono scolastico”

    Il progetto di Dare.ngo: corsi con adolescenti di periferia e professionisti per nuove competenze

    di redazione open innovation | 28/04/2021

La parola chiave della “Corvetto Digital School” potrebbe essere tecnologia, ma ancora prima è passione: quella dell’associazione Dare.ngo che la organizza, quella che si vuole promuovere nei giovani di periferia a cui si rivolge, quella dei professionisti che per oltre un anno insegneranno loro, gratuitamente, a usare software e social media, a fare video o a realizzare grafiche in 3D.

“Vogliamo risvegliare le potenzialità di ragazzini e ragazzine, e insieme quelle di un quartiere complesso”: così sintetizza il progetto il suo referente Alberto Sanna, presidente di Dare.ngo e già vicepresidente della ONG Servizio Civile internazionale, che agli studi di economia e al ruolo di esperto digital per una grande banca ha affiancato Master utili al suo impegno nel volontariato.

“Il nostro è in effetti un progetto peculiare, perché all’azione contro la dispersione scolastica in una periferia a rischio unisce credo per la prima volta contenuti educativi tutti centrati su digitale e tecnologie come strumento di interazione, grazie a una rete di professionisti nei settori di riferimento - spiega dunque Sanna -. Del resto ci rivolgiamo ad adolescenti iperconnessi, sempre con lo smartphone e sul web”.

Un progetto che ora ha trovato spazio su Lombardia 2030, la sezione di questa piattaforma dedicata alle iniziative del territorio che si muovono in linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030.

L’avvio del progetto: i contenuti e l’appello ai ‘docenti’

La Digital School nasce guardando alle specificità del Corvetto, prima periferia sud di Milano dai tanti volti: qui si incontrano e si intrecciano benessere e sacche di degrado, la vita di città e quella di campagna del vicino Parco Agricolo Sud, migrazioni diverse e attaccamento al quartiere, marginalità e iniziative sociali.

L’idea alla base della Scuola è quella di offrire a 20 ragazzine e ragazzini tra i 13 e i 16, immigrati di seconda generazione ma anche italiani, un’ora e mezza di lezione settimanale gratuita ad alto tasso tecnologico: programmazione, videomaking, grafica 3D, applicativi Microsoft, fotografia.

Insomma “tutto quello che può risvegliare il loro interesse, a partire magari dall’uso di social come Tik Tok. Vogliamo sfruttare la loro capacità di giocare con le nuove tecnologie, dando strumenti e spazi - ragiona Sanna - che non trovano a scuola. Una sorta di ‘valvola di sfogo’, anche, per chi magari viene da situazioni complesse, è in difficoltà con i programmi tradizionali in classe e nel proprio futuro vede solo la noia di lunghi pomeriggi vuoti”.

Le lezioni erano previste per il prossimo settembre, ma la volontà è quella di partire già a metà maggio, anche per recuperare le difficoltà vissute in tanti mesi di DAD. Per motivare i ragazzi si punterà dunque su Tik Tok e Instagram, ma anche su alcuni ‘premi’: visite trimestrali in spazi come il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e, per i più meritevoli, la possibilità a fine anno di tenere il laptop usato per il corso. Sono previsti anche stage in un paio di aziende.

Gli insegnanti? Chi è docente Politecnico di Milano e chi lavora per Netflix, ci sono una fotografa professionista e un dirigente IBM che spiegherà ai giovani come tecnologie oggi di uso comune siano il frutto ricerca di base, poi tradotta in primi prodotti nicchia e da qui portata sul mercato ‘di massa’. In ogni caso, il filo conduttore sarà far sentire i ragazzi al centro dell’iniziativa, con lezioni costruite intorno alle loro passioni. Anche per questo, Dare.ngo invita altri professionisti a dare la propria disponibilità, anche per una sola lezione: ogni aiuto è importante.

DAD e pandemia, le difficoltà dei ragazzi

Per decollare, la “Corvetto Digital School” ha avviato una raccolta di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal basso, dove ha raggiunto i 4 mila euro prefissati (a cui se ne aggiungeranno 6 mila del Comune di Milano, grazie al bando vinto da Dare.ngo: il progetto si è classificato quarto su circa cinquanta).

“I fondi ci serviranno per gli spazi all’interno del CIQ (Centro Internazionale di Quartiere) e per i laptop, i docenti saranno appunto tutti volontari - racconta Edoardo von Morgen, 25 anni, laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano e tornato in Italia dopo un periodo di tesi all’estero proprio nella primavera del lockdown -. Dare.ngo è un’associazione giovane, siamo nati a inizio del 2020 e la pandemia di Covid-19 in qualche modo ci ha dato la linea”.

All’inizio infatti i suoi soci si inseriscono in una rete solidale di associazioni per la consegna di spesa alimentare alle famiglie più fragili, poi “parlando con le mamme e i bambini coinvolti” ecco l’idea di un servizio di supporto scolastico, di cui Edoardo diventa coordinatore.

“Lo abbiamo chiamato tutoraggio, perché a differenza di altri doposcuola dove un adulto deve seguire più bambini il nostro servizio prevedeva un tutor per ogni alunno tra i 7 e 12 anni - spiega il coordinatore -, per insegnare loro anche un metodo di studio. Ne abbiamo seguiti una ventina: al di là della mancanza di device, già di per sé un ostacolo, mi ha molto colpito il peso psicologico che la DAD ha rappresentato per queste famiglie, costrette a fare scuola in casa in spazi non sempre adatti tra mille problemi”.

Da qui il passo successivo, cioè lo sguardo rivolto al futuro di questi stessi ragazzini e dunque agli anni successivi del percorso scolastico, quelli più a rischio abbandono: per mancanza di stimoli, difficoltà linguistiche o semplice ‘lontananza’ della scuola dalla propria quotidianità.

Scopri tutti progetti e presenta anche la tua iniziativa sostenibile suLombardia 2030.

 

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