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    Covid-19, l’annuncio della Pfizer: “Nostro vaccino efficace al 90%”

    Promesse 50 milioni di dosi entro l’anno. La prossima settimana la richiesta di via libera alla FDA

    di redazione open innovation | 09/11/2020

Una delle Big Pharma protagoniste della corsa al vaccino contro il Covid-19 sembra aver centrato il bersaglio: Albert Bourla, presidente della statunitense Pfizer, lunedì 9 novembre ha annunciato che il farmaco messo a punto congiuntamente con la tedesca e BioNTech è “efficace al 90%”. Un risultato molto significativo, se si pensa che OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) e FDA (la Food and Drug Administration statunitense) si erano dette disposte ad approvare vaccini efficaci almeno al 50%.

La dichiarazione della Pfizer arriva mentre è ancora in corso la fase 3 della sperimentazione del vaccino, quella sugli essere umani: nello specifico, su due diversi gruppi di volontari, uno dei quali ha ricevuto il vaccino mentre l’altro invece un placebo e funge dunque da “gruppo di controllo”. Il dato sull’efficacia risulta dalla differenza tra il numero dei contangiati nei due diversi gruppi.  

Non solo: Pfizer si dice pronta a fornire i primi 50 milioni di dosi entro l’anno. Questo,naturalemnte, una volta che arriverà l’autorizzazione alla produzione da parte degli enti regolatori preposti, in primis in questo caso la FDA statunitense, a cui la Pfizer si rivolgerà la settimana prossima.

La notizia è stata accolta con ottimismo dalle istituzioni, e con vera euforia dalle Borse, che in Europa hanno visto rialzi dal 3% fino al 6%.

Tra le prime reazioni quella della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter: la Commissione Europea aveva concluso proprio con Pfizer un contratto di pre-acquisto per 200 milioni di dosi, da dividere fra gli Stati UE, ora la presidente parla di un contratto che verrà firmato “presto” per altri 300 milioni di dosi. 

Come funziona

Resta da capire quale sarà la durata dell’efficacia del vaccino (sei mesi, o più?) e ancora prima se l’efficacia di cui parla Pfizer interessa la riduzione dei sintomi, come pare, o se si traduce in un vero e proprio blocco dell’infezione, prima che questa aggredisca l’organismo.

Quanto alla metodologia scelta, Pfizer ha puntato sull’RNA messaggero e cioè su un gene sintetico, iniettato nell’organismo per attivare la produzione di una proteina della spike (la punta della corona) del Coronavirus, così da stimolare una reazione del sistema immunitario.

A breve - si parla di un mese - si attendono poi i risultati della sperimentazione di altri due vaccini, quello anglo-italiano di AstraZeneca e quello della biotech USA Moderna.

 

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