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    Global Innovation Index 2020, l’Italia guadagna due posizioni

    È 28° nella classifica che quest’anno registra l’impatto della pandemia. I punti deboli e forti

    di redazione open innovation | 11/09/2020

Con un punteggio di 45.78/100 l’Italia si colloca 28esima nell’edizione 2020 del Global Innovation Index, migliorando di due posizioni rispetto al 2019. Una notizia positiva in un anno complesso anche per il mondo dell’innovazione.

La classifica conferma alcune certezze, come la permanenza al vertice della Svizzera – per il decimo anno consecutivo - seguita da Svezia e Stati Uniti. Tra i primi 10 posti della classifica pubblicata dalla Cornell University Insead e Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPIi) anche Regno Unito, Olanda, Danimarca, Finlandia, Singapore, Germania e Corea del Sud.

Quest’anno però il report Global Innovation Index ha analizzato anche la situazione e gli impatti della pandemia sul mondo dell’innovazione a livello globale. Ne esce un quadro allarmante, con finanziamenti in forte decremento che secondo Francis Gurry, direttore generale dell’Ompi, “colpiranno in particolare le startup early-stage, quelle che hanno programmi e ambizioni di R&S a lungo termine e i Paesi in via di sviluppo”.

Vi sono però anche punti positivi come opportunità che, proprio in questo difficile anno, si sono venute a creare in settori quali e-commerce, sanità o mobilità.

Secondo il report, in Italia l’innovazione è stata frenata in particolare da fattori legati alla “market sophistication” (50esima posizione). Siamo infatti al 74esimo posto sia in termini di credito che di investimenti.

Altra nota dolente riguarda le istituzioni (37esima posizione), e, in particolare, la facilità avviare un’impresa (76esima posizione). Lo studio ha individuato nelle categorie infrastrutture (19esima posizione) e Knowledge/Technology outputs (18esima posizione) i maggiori punti di forza italiani. Bene anche sul fronte creatività (“creative outputs”) in cui ci posizioniamo 27esimi.

 

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