• Strategia per lo Sviluppo Sostenibile

    La lotta alla plastica si sposta nei fiumi con Interceptor, 24 ore al giorno

    La novità di Ocean Cleanup a energia solare, per fermare l’inquinamento a monte

    di redazione open innovation | 04 nov 2019

Non più solo dighe galleggianti per arginare e raccogliere tonnellate di plastica nei mari: si sposta ora nei fiumi la battaglia all’inquinamento delle acque di The Ocean Cleanup, la fondazione olandese nata nel 2013 per iniziativa del giovane inventore e imprenditore Boyan Slat.

La nuova campagna è stata lanciata il 26 ottobre, svelando in diretta al mondo quello che sarà lo strumento di questa battaglia ovvero Interceptor: un macchinario galleggiante, attivo in modo automatico 24 ore su 24 grazie all’alimentazione a energia solare e a batterie agli ioni di litio integrate.

Il principio e il funzionamento

Il punto di partenza di Ocean Cleanup è del resto proprio lo sviluppo delle soluzioni tecnologiche più innovative ed efficaci per raggiungere lo scopo dichiarato: ripulire mari e oceani dall’invasione dei rifiuti plastici e delle microplastiche.

Dopo aver ‘scandagliato’ gli oceani per raccogliere i materiali già oggi dispersi, la Fondazione ha deciso di aggredire il problema alla radice andando a fermare la plastica nei mille fiumi più inquinati del mondo, entro il 2025. Una delle prima tappe in cu Interceptor si è messo alla prova è la Malaysia. 

Del resto, è attraverso i corsi d’acqua dolce che si riversa negli oceani circa l’80% della plastica. Ecco allora l’idea di questo macchinario, simile a una larga chiatta, che come già fa il dispositivo messo a punto dalla Fondazione per la pulizia degli oceani verrà ancorato al fondale e sfrutterà le correnti naturali delle acque per catturare la plastica: intercettati da una barriera galleggiante, i detriti verranno incanalati grazie ad alcuni galleggianti verso l’interno da un nastro trasportatore.

Si tratta di un sistema di raccolta passivo, come appunto quello lanciato da Slat circa sette anni fa per intaccare le grandi isole galleggianti di detriti plastici che si formano spontaneamente a causa delle correnti. Il congegno messo a punto da Ocean Cleanup interviene prima che queste ‘isole’ si deteriorino trasformandosi in microplastiche ovvero in cibo per pesci e uccelli.

Un grande tubo galleggiante a forma di ‘U’ raduna la plastica, permettendone una più facile raccolta e il riciclo, trattenuto da un’ancora fissata a 600 metri di profondità (un elemento aggiunto dopo i primi test non soddisfacenti). Il sistema, semplice ma efficace, ha permesso la raccolta di 5 tonnellate di rifiuti plastici al mese ed è valso a Slat il riconoscimento dell’ONU come Champion of the Earth.

La capacità di raccolta di Interceptor dovrebbe essere ancora maggiore, dalle 50 fino a un massimo di 100 tonnellate di rifiuti al giorno. Con questi numeri, Ocean Cleanup punta a impedire l’ingresso negli oceani, nell’arco dei prossimi cinque anni, dell’80% della plastica attualmente presente.

La sfida rimane comunque immane: ogni anno, sono circa 8 milioni le tonnellate di plastica che invadono le acque oceaniche compromettendo gli ecosistemi, la fauna e dunque la catena alimentare, e di conseguenza la nostra salute e la nostra economia.

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