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    Malaria, dal Politecnico il brevetto di un nuovo test di diagnosi rapido ed economico

    Creato a Fisica per l’Africa. Tra i vantaggi rapidità, affidabilità, semplicità

    di redazione open innovation | 07 mag 2019

Sta nascendo a Milano, nei laboratori del Politecnico, un nuovo sistema di diagnosi della malaria da testare direttamente in Camerun. Lo sta mettendo a punto il team composto dal professor Riccardo Bertacco del Dipartimento di Fisica e dai tre dottorandi Francesca Milesi, Marco Giacometti e Lorenzo Coppadoro.

Una ricerca che è già uscita dai laboratori, come invita a fare InnovAgorà, l’evento in programma fino al 9 maggio a Milano per promuovere proprio le invenzioni nate nelle università: il dispositivo è stato infatti brevettato dal PoliMi con la modalità del “Brevetto sociale”. 

Il gruppo di ricerca ha poi dato avvio a una startup etico con finalità sociali che punta alla validazione della tecnologia sul campo, per arrivare infine alla fase di commercializzazione, anche in partnership con altre aziende del settore biomedicale.

Oltre 440 mila morti nel 2016

Il progetto, dal nome Tid Mekii (significa “malaria” in ewondo, la lingua bantu parlata nell’area), vuole superare i test diagnostici che gli ospedali africani utilizzano attualmente, dato che tali test rendono difficile lo screening e impediscono dunque a molti pazienti di salvarsi.

Al momento, infatti, i dispensari del continente si affidano al conteggio, mediante microscopio ottico, dei globuli rossi infettati presenti in una goccia di sangue. Si tratta di un metodo tradizionale, chiamato 'emoscopico', che necessita di personale molto esperto e tempistiche lunghe. Tempi che mal si combinano con un contrasto adeguato alla diffusione di questa patologia: solo nel 2016, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sono morte di malaria nel mondo 445 mila persone, di cui la maggior parte proprio in Africa.

Nei Paesi sviluppati, invece, ci si affida al riconoscimento genico dei vari ceppi mediante un metodo, il PCR (Polimerase Chain Reaction) o diagnosi molecolare, che evidenzia il DNA del plasmodio (il protozoo che vive nel corpo della zanzara e che viene inoculato con la puntura dell’animale nell’uomo, dando origine alla malaria). Questa però è una tecnica sofisticata, troppo complessa e costosa, spesso riservata a pochi laboratori.

“Usa e getta”

Tid Mekii, o meglio,TMek”, è invece un sistema compatto, progettato secondo l’approccio “lab-on-chip”, in cui operazioni complesse sono ingegnerizzate e miniaturizzate su un microchip a basso costo, “usa e getta”, connesso mediante USB a un modulo di lettura elettronico.

In pratica, i globuli rossi infetti e i cristalli di emozoina prodotti dall’infezione malarica vengono attratti su concentratori magnetici realizzati nel chip, mentre i globuli sani sedimentano. La rilevazione di i-RBC (globuli rossi infetti) e HC (cristalli di emozoina) catturati avviene mediante misura della variazione di’impedenza elettrica fra elettrodi posti in corrispondenza di ciascun concentratore.

Tra i vantaggi, l’alto livello di sensibilità, la possibilità di identificare tutti i tipi di parassita malarico, la rapidità di esecuzione (meno di 5 minuti), il costo basso (meno di dieci euro), la compatibilità con personale non specializzato.

TMek”, che nasce da un progetto di ricerca finanziato da Polisocial Awards (iniziativa che favorisce lo sviluppo della ricerca scientifica ad alto impatto sociale e che è finanziata con il contributo del 5 x mille Irpef destinato al Politecnico di Milano), ha vinto il premio 'Disruptive Innovation' di Switch 2 Product 2018, il programma ideato da PoliHub per valorizzare le nuove idee tecnologiche nate in seno alla ricerca universitaria.

 

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