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    Micromotori, un mercato fondamentale e in crescita per robotica e industria

    In Italia gli strumenti della leader Namiki disponibili grazie a un’azienda di Trezzo sull’Adda

    di redazione open innovation | 16 giu 2020

Piccolissime dimensioni ed elevata potenza coniugata al massimo valore di coppia motrice: questi i fattori distintivi di un micromotore di alta qualità, elemento sempre più richiesto e necessario per l’industria di tutto il mondo. Il comparto dei micromotori per la robotica è infatti in costante crescita, grazie a una spinta innovativa che porta alla realizzazione di componenti sempre più piccole e di efficiente utilizzo, sia per il settore industriale che consumer.

Tra i leader di mercato in questo settore possiamo trovare l’azienda giapponese Adamant Namiki i cui prodotti sono disponibili in Italia grazie a alla F&C Solutions, un’azienda con sede a Trezzo sull’Adda in provincia di Milano. Il più piccolo micromotore per la robotica realizzato dalla Namiki ha una forma cilindrica con un diametro di soli 0,9 mm e viene utilizzato nei dispositivi chirurgici endoscopici a minima invasività, oppure in applicazioni metrologiche per la misurazione della porosità di superfici meccaniche.

Un esempio dello straordinario livello di tecnologia e sofisticazione a cui si è arrivati nel settore dei micromotori per la robotica. Prodotti non solo altamente prestazionali, ma realizzati anche in un’ottica di risparmio energetico, di minore impatto a livello di rumore e vibrazioni oltre che robustezza e controllo ad alta precisione. 

Una delle applicazioni di punta dei micromotori Namiki è la realizzazione di mano robotiche. In collaborazione con la Gifu University, la Namiki ha sviluppato una mano robotica utilizzabile come terminale per robot che operano in ambienti pericolosi, preclusi alla presenza umana: ha 4 dita, 16 articolazioni e 12 gradi di libertà, con una lunghezza massima di 30,8 cm ed è capace di muovere oggetti di oltre 15 kg. Utilissima in molti settori industriali e capace di salvaguardare la sicurezza dei lavoratori, si basa su micromotori da 10, 12 e 22 mm.

L’applicazione quotidiana dei micromotori è vastissima anche a livello consumer, ad esempio per la motorizzazione dei gruppi ottici di fotocamere e telecamere, servomotori per il controllo di droni, di macchine per tatuaggi, di sistemi di microchirurgia, per la realizzazione di pompe per l’iniezione di farmaci e persino di serrature elettroniche.

 

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