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    Rientrata SpaceX Crew Dragon: successo del primo veivolo privato nello Spazio

    Ammaraggio riuscito degli astronauti della NASA, inizia una nuova era. Partite 3 missioni per Marte

    di redazione open innovation | 03/08/2020

La missione del primo veivolo spaziale costruito da un’azienda privata si può dire ora un successo a tutti gli effetti. La capsula SpaceX Crew Dragon di Elon Musk, il fondatore di Tesla, è stata seguita da milioni di persone mentre ammarava nelle acque del Golfo del Messico, domenica 2 agosto intorno alle 20.45 ora italiana.  

Nessun intoppo, la temuta tempesta tropicale che stava flagellando una parte delle coste della Florida è rimasta a distanza. L’equipaggio è stato portato a bordo da una nave di recupero sempre della SpaceX, la società di proprietà del visionario Musk, che ha issato la capsula spaziale sul proprio ponte.

Ad accogliere i due astronauti della Nasa Doug Hurley e Bob Behnken - il primo già pilota dell’ultimo volo della navetta spaziale della NASA nel 2011 - c’erano ovviamente anche medici e infermieri.

Primato nel primato, era dal 1975 - durante la missione Apollo-Soyuz di USA e dell’allora URSS - che una capsula con a bordo astronauti statunitensi non rientrava ammarando in mare. Uno “splashdown” spettacolare e storico, insomma.

E ora è tempo di conclusioni. Lancio, aggancio alla Stazione Spaziale Internazionale e rientro sulla Terra: la missione della SpaceX Crew Dragon è andata a buon fine in ogni suo passaggio, segnando una svolta nella storia dei viaggi spaziali.

Per la prima volta, la NASA ha deciso di affidarsi a una società privata per la costruzione e la gestione dei moduli necessaria portare un equipaggio in orbita, nello specifico per traghettarli alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Un addio plateale ai moduli russi di cui si era dovuta servire nelle ultime missioni, e dunque un segnale politico importante lanciato dagli USA alla Russia.

La missione della SpaceX Crew Dragon era partita il 30 maggio, l’ancoraggio all’ISS era perfettamente riuscito. Ora che gli astronauti sono rientrati sulla Terra senza problemi, tutto sembra indicare che i voli garantiti da privati faranno il futuro dell’esplorazione spaziale: è facile prevedere che questa prima ‘avventura’ di una società privata darà un impulso notevole a questo versante della Space Economy.

In pole c’è per ora sempre lo SpaceX Crew Dragon, per il quale già si guarda a una seconda missione a fine settembre 2020. Un successo personale per Musk, che ha saputo battere anche la concorrenza del gigante Boeing.

Obiettivo Marte

Non è l’unica novità di rilievo di questo 2020, in cui si è tornati a guardare all’esplorazione di Marte con ben 3 missioni. L’ultima, quella della NASA, è partita il 30 luglio dalla base di Cape Canaveral, sempre in Florida.

A bordo il nuovo rover Perseverance, a cui è affidata la ricognizione della superficie (su cui dovrebbe atterrare a febbraio 2021); Ingenuity, primo elicottero sperimentato su un altro pianeta; e un trapano (installato su Perseverance) con cui verranno prelevati campioni di suolo marziano.

Tra gli strumenti che verranno utilizzati sul Pianeta Rosso c’è poi anche uno strumento italiano e cioè il microriflettore ASI-INFN LaRA.

Il 23 luglio era stata la volta della Cina, con il lancio verso Marte della missione Tianwen-1 e suo primo robot automatico (rover) per l’esplorazione del suolo marziano. Un’altra data che potrebbe diventare storica: se la missione arriverà in effetti su Marte - l’atmosfera del Pianeta Rosso rende difficile rallentare la discesa dei veivoli e quindi più problematico il contatto con la superficie - la Cina scardinerà il primato degli Stati Uniti, finora gli unici a riuscire ad avere un rover funzionante su Marte.

Il 18 luglio invece era stata lanciata con la prima missione marziana degli Emirati Arabi, Amal, costituita da una sonda che rimarrà in orbita intorno al Pianeta Rosso.

I lanci si sono susseguiti a luglio dal momento che la Terra si trova alla giusta distanza per compiere un viaggio verso Marte nel minore tempo possibile all’incirca ogni due anni, e proprio lo scorso mese si è verificata la giusta finestra temporale.

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