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    Scuola, così il digitale aiuta a simulare spazi e ingressi per il rientro

    Da Fondazione Agnelli una piattaforma informatica sviluppata con PoliMi e ateneo di Torino

    di redazione open innovation | 28/07/2020

La scuola ripensata (e riaperta) grazie al digitale. Non a livello di contenuti, ma questa volta nei suoi spazi e nella sua organizzazione.

È quello che permette di fare la piattaforma informatica “Spazio alla scuola”, sviluppata da Fondazione Agnelli insieme al BIMGroup del Politecnico di Milano e all’Università di Torino, ora messa a disposizione gratuitamente dei dirigenti scolastici a questo link.

Il contesto

Un contributo concreto, un aiuto ai dirigenti dei 40 mila edifici scolastici italiani - di epoche, stili, dimensioni diverse - e ai loro collaboratori alle prese con il rebus della verifica della capienza delle aule e degli altri spazi scolastici in vista del ritorno alle attività in presenza degli alunni, previsto per metà settembre.

“Spazio alla Scuola” permette infatti di configurare le aule e gli spazi didattici dentro ogni edificio scolastico sulla base delle dimensioni del locale e degli arredi (cattedre e banchi), alla luce dei parametri di distanziamento interpersonale indicati dalle Linee Guida del Ministero e dal Comitato Tecnico Scientifico.

Come funziona

In pratica, si compilano una serie di campi con i dati richiesti e si ottengono la capienza massima dello spazio didattico e una sua configurazione adeguata; attraverso lo stesso meccanismo, la piattaforma aiuta a definire e simulare i flussi degli studenti in entrata e in uscita da scuola calcolando i tempi, in base al numero degli accessi, delle scale, dei piani dell’edificio.

Infine, “Spazio alla Scuola” permette di quindi di programmare scaglionamenti in ingresso e uscita degli studenti e delle classi, sempre nell’ottica di garantire la sicurezza ed evitare assembramenti.

La piattaforma permette di simulare, testare e confrontare fra loro anche soluzioni inedite e meno ovvie. Rispondendo, ad esempio, a quesiti come “Che cosa guadagno in termini di capienza, se impiego come spazi didattici altri locali o aree della scuola, oltre alle aule ordinarie?” oppure “Quale vantaggio ho in termini di tempo e fluidità dei flussi di entrata a scuola, se utilizzo un nuovo ingresso, che magari la scuola ha già, ma non viene normalmente usato?”

Le evoluzioni future

“Abbiamo voluto costruire uno strumento flessibile – ha spiegato Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli – che possa aiutare a gestire diversi scenari possibili e nel caso anche ad affrontare, sempre in sicurezza, evoluzioni della situazione epidemica che richiedano un distanziamento maggiore sia negli spazi didattici sia nei flussi di movimento degli studenti”.

“Abbiamo utilizzato strumenti informativi per simulare (crowd simulation) il comportamento dei bambini - ha aggiunto Giuseppe Martino Di Giuda, vice rettore dell’Università di Torino e responsabile scientifico del BIMGroup del Politecnico di Milano - determinando, ad esempio, i tempi di ingresso, uscita e di percorrenza. Presto ci sarà un upgrading sul tema rilevante dei ricambi d’aria in edifici per circa il 90% senza sistemi meccanici di aerazione, definendo indici relativi al tempo di apertura delle finestre per un corretto ricambio”.

 

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