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    Scuola, nel Rapporto Invalsi 2021 un calo generalizzato delle competenze

    Uno studente su due sotto gli standard minimi: situazione aggravata da pandemia e DAD

    di redazione open innovation | 21/07/2021

Un calo generalizzato della preparazione scolastica in tutto il territorio italiano: questo emerge dal Rapporto Invalsi 2021 sulla base delle prove standardizzate somministrate a tutti gli studenti in chiusura d’anno.

Dati che invitano ad azioni straordinarie per il recupero delle competenze, dopo che la pandemia e la DAD hanno aggravato i problemi esistenti, in particolare in presenza di alunni già a maggiore rischio di dispersione scolastica per le proprie condizioni socio-economiche.

Le prove hanno coinvolto oltre 1 milione 100 mila allievi delle classi II e V della scuola primaria, circa 530 mila studenti della III Secondaria di primo grado e circa 475 mila studenti dell’ultimo anno della secondaria di secondo grado.

Nel complesso il 9,5%, che significa oltre 40 mila ragazzi di 18-19 anni, esce dalla scuola senza alcuna competenza maturata. Alle scuole medie, il 39% degli studenti non ha raggiunto gli standard minimi in italiano, dato che cresce al 45% se prendiamo in considerazione matematica, e che aumenta ulteriormente alle scuole superiori facendo registrare rispettivamente il 44% e il 51%.

Diverso il discorso per la scuola primaria, i cui risultati appaiono sostanzialmente stabili se confrontati con gli esiti deli Invalsi del 2019: le scuole elementari del resto sono anche quelle che meno hanno subito chiusure legate alla pandemia.

Guardando alla ripartizione territoriale, in molte regioni del Sud è proprio l’italiano il grosso problema, con oltre la metà degli studenti che non raggiunge la soglia minima di competenze nella lingua madre: Campania e Calabria 64%, Puglia 59%, Sicilia 57%, Sardegna 53%, Abruzzo 50%. Non vanno meglio le cose con la matematica, dove la percentuale di studenti al di sotto del livello minimo di competenze raggiunge il 73% in Campania, 70% in Sicilia e 69% in Puglia.

Unica a salvarsi la Provincia autonoma di Trento, che riesce a rimanere sopra alla media delle rilevazioni del 2018 e del 2019. Stando ai dati raccolti, risulta evidente come la quota di studenti sotto il livello minimo di competenze cresca di più tra quelli socialmente svantaggiati, italiani e immigrati. Ovvero tra chi, come si è dimostrato, con lo scoppio della pandemia di Covid-19 e negli ultimi mesi più ha fatto fatica a seguire le lezioni con la didattica a distanza tra problemi di connessione, mancanza di device, spazi casalinghi insufficienti per lo studio.

Non solo: stando ai dati raccolti la bocciatura oggi non produce alcun effetto sul recupero del rendimento scolastico, anzi gli studenti bocciati continuano ad avere risultati sensibilmente più bassi di chi non è mai stato bocciato.

Eppure nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è sottolineata in modo esplicito l’importanza di raggiungere le competenze di base in italiano, in scienze, matematica: una preparazione adeguata delle nuove generazioni è premessa indispensabile per uno sviluppo solido e duraturo del Paese, in particolare uno sviluppo basato su nuove tecnologie e con profili occupazionali ad alto valore aggiunto.

Per guardare il video sui risultati delle prove Invalsi, clicca qui.

 

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