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    Scuola, più fiducia ma pesano le carenze su tecnologia e DAD

    I dati del capitolo dedicato all’istruzione nel Rapporto Giovani 2021 dell’Istituto Giuseppe Toniolo

    di redazione open innovation | 10/06/2021

La fiducia nella scuola è aumentata: se nel 2015 soltanto il 6,2% degli intervistati le assegnava un voto alto (9-10), nel 2020, in piena pandemia, si è arrivati al 13,4%, con un incremento di 7,2 punti percentuali.

Questo uno dei dati più significativi emersi dal “Rapporto Giovani 2021” promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo e realizzato su un campione di persone tra i 19 e i 34 anni. Lo studio dedica infatti il primo capitolo a Ripensare la scuola nell’epoca del Coronavirus”. E qui si spiega, ad esempio, che il 53,9% del campione assegna un voto medio alto (tra 6 e 8), rispetto al 42,8% di cinque anni fa, facendo segnare un aumento del gradimento dell’11,1%. Di contro, scendono del 9,3% e dell’8,9% i giovani che assegnano alla scuola, rispettivamente, un voto tra il 3 e il 5 e tra l’1 e il 2.

Altra indicazione: gli studenti chiedono un veloce cambio di passo dal punto di vista tecnologico, una necessità emersa con forza dai mesi di DAD. Sul fronte tech il voto del campione non ha fatto raggiungere neanche la sufficienza alla scuola italiana, fermandosi a 5,91.

Il 46,5% degli intervistati – meno della metà del campione – ritiene che i professori abbiano la capacità di “servirsi delle nuove tecnologie per l’attività didattica”. Sotto il 50% anche la “capacità di valorizzare i talenti e orientare” (48,8%) e la “capacità di motivare allo studio” (49,5%).

Come sottolineato in relazione alle “mancanze” dal punto di vista tech, la DAD è un tema centrale, ma relativamente nuovo: appena il 7,5% del campione ne faceva uso da prima dell’emergenza Coronavirus e il 36% la utilizza da dopo lo scoppio della pandemia. Per il resto, il 45% non l’ha mai utilizzata, né prima né ora e l’11,3% ne ha fatto uso soltanto in passato ma non adesso.

Dalla lettura del rapporto emerge inoltre l’immagine della scuola di domani, che secondo molti dovrà basarsi sul pluralismo metodologico in un percorso che possa valorizzare gli elementi positivi e di novità acquisiti durante la pandemia per poterli sfruttare anche in futuro.

Il webinar di presentazione del Rapporto Giovani completo è visibile a questo link.

 

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