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    Sensori, Big Data, Community: “Così Wiseair mappa la qualità dell’aria”

    Dalla startup un device IoT, una piattaforma e un’App per fornire dati a enti locali e cittadini

    di redazione open innovation | 11/11/2020

Siamo sempre più attenti e consapevoli della qualità di ciò che mangiamo, ma lo stesso non si può dire ancora per l'aria che respiriamo ogni giorno nelle nostre città. Anche quando ci allarmiamo per l'inquinamento, poi, non possiamo dire di conoscere davvero le concentrazioni delle varie sostanze nocive nell’aria, o come o sono distribuite: un dato non da poco, se si pensa che l'inquinamento urbano può variare di ben otto volte all'interno di un singolo quartiere.

Partendo da questa constatazione alcuni studenti dell’Alta Scuola Politecnica - il percorso di eccellenza formativa realizzato in cooperazione tra il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino - nel 2019 hanno fondato Wiseair Srl, startup promotrice di un progetto complessivo di smart city per la qualità dell’aria.

Un progetto che ha scelto di raccontarsi su Lombardia 2030, la sezione di questa piattaforma promossa da Regione Lombardia per far conoscere i progetti proposti dal territorio sui temi di Sviluppo Sostenibile promossi dall’Agenda 2030 dell’ONU.

Un vaso intelligente

All’inizio Wiseair ha puntato su Arianna, vaso da esterni innovativo che si auto alimenta grazie alle fotocellule solari e che si collega in Wi-Fi per condividere i dati sulle polveri (PM10), anche sottili (PM 2,5 e PM1), rilevati attraverso i propri sensori IoT.

“Già un centinaio di cittadini lo hanno richiesto a Milano, diventando ambasciatori del progetto con la possibilità di avere, tramite App, una mappa aggiornata della qualità dell’aria di tutto il capoluogo” racconta allora Paolo Barbato, uno dei cinque co-fondatori di Wiseair: quattro ingegneri di cui tre energetici e uno informatico, a cui si aggiunge un designer.

Non solo, per ogni vaso distribuito dalla startup “il Banco di Credito Cooperativo ne ha acquistato un altro - spiega ancora Barbato -: siamo arrivati così a un altro centinaio di device di monitoraggio che avevamo in programma di distribuire alle scuole prima dell’estate”. Un passaggio saltato a causa del lockdown, che verrà ripreso appena possibile “con una call aperta agli istituti scolastici, perchè possano prenotare il proprio vaso Arianna”.

Un nuovo servizio

La nuova strada intrapresa da Wiseair guarda ora alle piccole e medie amministrazioni comunali, che non dispongono dei mezzi e delle risorse per condurre indagini sulla qualità dell’aria. Una strada resa percorribile dalla partnership avviata a giugno con Linkem, società di TLC entrata come investitore con 200 mila euro e l’offerta di una sinergia con la propria rete di installazione di infrastrutture per connessioni a banda larga in modalità wi-fi.

Il servizio viene costruito direttamente a partire dalle esigenze dei Comuni, a cui vengono forniti la piattaforma IDO (una dashboard e un’App collegata), manutenzione e controllo dei Big Data raccolti. Mentre il device di rilevamento rimane quello, installabile praticamente ovunque, già protagonista con Arianna. 

Così come rimane l’attenzione alla creazione di una community tra i cittadini: i dati rilevati arrivano loro tramite l’App ma il coinvolgimento riguarda “una più ampia costruzione di consapevolezza e informazione sul tema”, sottolinea Barbato.

Proponi anche tu il tuo progetto di Sviluppo Sostenibile su Lombardia 2030: basta compilare e inviare il form con i propri dati per essere contattati e avere a disposizione questa vetrina di scambio e condivisione di best practice.

 

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