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    Stati Generali, Michela Puddu: “Le mie etichette anti frode create con il DNA”

    Ospite all’evento di Regione, premiata dalla UE, è un ‘cervello in fuga’ in Svizzera

    di redazione open innovation | 08 lug 2019

Usare un DNA artificiale in chiave anti frode per tracciare ogni tipo di prodotto, in tutte le sue fasi di lavorazione. Creando una sorta di ‘impronta genetica’ inalterabile, utile anche a chi voglia ricostruire un percorso di filiera corta e valorizzarla.

È per questa idea che Michela Puddu è tra le quattro vincitrici del premio Donne Innovatrici istituito a livello europeo nell’ambito del programma quadro per R&I Horizon 2020. Un’idea, la sua, che oltretutto non si è fermata in ambito accademico, ovvero al Politecnico di Zurigo dove Puddu è arrivata per un PhD in Ingegneria Chimica, dopo la laurea in Scienze dei Materiali alla romana Tor Vergata.

Puddu ha infatti anche creato un’azienda, la Haelixa, spinoff incubato negli spazi dell’ETH. Questa l’esperienza, innovativa e di successo, che Puddu ha portato come ospite agli Stati Generali della Ricerca e dell’Innovazione organizzati da Regione Lombardia lo scorso 25 giugno.

In questo video, a margine dell’iniziativa, Puddu illustra il funzionamento della tecnologia sviluppata a partire dal 2012, le sue possibili applicazioni, dall’ambito alimentare a quello tessile, e i vantaggi che ne derivano:

 

 

Le potenzialità legate a ‘etichette’ di DNA, ricombinato artificialmente per identificare dei beni, sono evidentemente molto grandi in un mondo globalizzato che voglia certificare la provenienza e la qualità dei prodotti in modo certo.

Qui invece Puddu parla della sua esperienza di ‘cervello in fuga’ dall’Italia. E di come attrarre nuovi talenti che possano far crescere il Paese sul fronte dell’innovazione:

 

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