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    Una tecnica cento volte più veloce per l’analisi dei genomi da comuni pc

    La scoperta dei ricercatori del MIT e dell’Istituto Pasteur di Parigi migliorerà la diagnostica

    di redazione open innovation | 25/10/2021

Assemblare interi genomi da un comune pc con una nuova tecnica cento volte più veloce di quelle attualmente utilizzate: questa l’incredibile scoperta messa a punto dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Cambridge (USA), in collaborazione con l’Istituto Pasteur di Parigi, e pubblicata sulla rivista Cell Systems.

Indipendentemente dal tipo di genoma di riferimento, che sia di virus, essere umano o animale, questa tecnica permette di darne una rappresentazione più compatta, non più attraverso le singole 'lettere' o nucleotidi, ma piuttosto con brevi 'parole' o sequenze di nucleotidi. Una scoperta davvero sensazionale in ambito tecnologico-scientifico, che oltre ad accelerare  risultati della ricerca scientifica grazie a tempistiche inferiori porterà a un sensibile miglioramento della diagnostica, contribuendo a salvare molte più vite umane.

Come spiegato dalla matematica del MIT Bonnie Berger, infatti, questo netto cambiamento delle tempistiche può rivelarsi determinante nel “verificare cambiamenti del microbioma intestinale legati a malattie e infezioni batteriche come la sepsi, cosa che permette di trattare tempestivamente i pazienti”.

Il metodo è stato già messo alla prova, nello specifico per assemblare dati relativi al genoma del moscerino della frutta e a quello umano: in questi casi il software è riuscito a effettuare le analisi impiegando un trentatreesimo del tempo e un ottavo della Ram rispetto alle tecniche attualmente disponibili, mostrando immediatamente le sue incredibili potenzialità.

Successivamente la tecnica è stata poi impiegata anche per creare l'indice di una raccolta di oltre 600.000 genomi batterici, in assoluto la più grande del suo genere mai effettuata: qui i risultati sono stati ancora più stupefacenti, con il software che è riuscito ad analizzare tutta la collezione, per individuare i geni di resistenza agli antibiotici, in appena 13 minuti contro le 7 ore necessarie con le tecniche attualmente in uso.

 

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