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    Regione con Dompé, imprese e atenei: “Nuove cure per patologie gravi e un volano per il territorio”

    Nell’azienda farmaceutica firmato l’Accordo per la ricerca a cui vanno 3,9 milioni di fondi POR FESR

    di redazione open innovation | 06/06/2018

Un’alleanza tra grande industria, piccole imprese e università per favorire la ricerca applicata nel campo delle Life Sciences, superando uno dei limiti del sistema italiano su questo fronte, con l’obiettivo di individuare nuovi farmaci e trattamento innovativi per patologie oncologiche e del Sistema Nervoso Centrale. Per contrastare, in particolare, forme di tumore come il melanoma, sempre più diffuso, patologie del nervo ottico e malattie degenerative come l’Alzheimer.

Proprio questa alleanza tra pubblico e privato è una delle caratteristiche salienti del progetto NeOn, che la mattina del 5 giugno ha avuto il suo battesimo ufficiale nella sede della capofila Dompé Farmaceutici, a Milano, con la firma di un Accordo per la ricerca alla presenza del vicepresidente e assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione di Regione Lombardia (RIUEI), e delDirettore Generale RIUEI Roberto Albonetti.

Gli Accordi per la ricerca sono lo strumento innovativo previsto dalla legge regionale 29/16 per favorire aggregazioni tra imprese e centri di ricerca sul territorio: in questo caso, a sostegno del progetto NeOn si prevede un finanziamento regionale tramite fondi europei POR FESR 2014-2020 per oltre 3,9 milioni di euro, che permetteranno l’avvio di un’iniziativa del valore di ben 7 milioni.

L’inedita sinergia messa in campo da NeOn vede fianco a fianco, oltre a Dompé con il ruolo di capofila, realtà universitarie di primissimo piano come l’Università degli Studi di Milano, il Politecnico di Milano, l’Università Vita-Salute S.Raffaele, l’Istituto di neuroscienze del Cnr, l’Istituto italiano di tecnologia (Iit), le due imprese Proxentia srl e Neuro-zone srl.

IL RUOLO E LA STRATEGIA DI REGIONE

“Con questi Accordi vogliamo sostenere l’ampia alleanza tra il mondo della Ricerca con le diverse competenze di realtà industriali - ha sottolineato il vice presidente di Regione Lombardia -. Si tratta di favorire progetti di ricerca che abbiano un impatto concreto e misurabile sulla vita e sul benessere dei cittadini, e che allo stesso tempo sianofinalizzati allo sviluppo e alla competitività del sistema economico-sociale lombardo”.

“L’iniziativa e la presenza della Regione hanno un grande significato, testimoniano la sua capacità di mettere in rete le realtà che fanno innovazione: in questo momento, Regione Lombardia sa fare la differenza”, ha notato invece Sergio Dompé, presidente e AD dell’omonimo gruppo.

UN NUOVO MODELLO DI LAVORO

L’innovazione del progetto sta nella creazione di una piattaforma espressione dell’alleanza pubblico-privato che, attraverso un piano di sviluppo sperimentale, sia in grado di individuare nuovi candidati clinici ovvero nuove molecole per contrastare tumori e malattie
neurodegenerative. L’impegno comune insomma è a identificare i meccanismi molecolari alla base delle patologie target, e quindi nuovi bersagli terapeutici per farmaci più efficaci.

Non solo, NeOn si propone come un nuovo modello di lavoro di Ricerca&Sviluppo, un consorzio scientifico che possa essere “potenzialmente replicabile in altri ambiti e con altri attori”, ha spiegato Daniele Zacchetti, senior researcher del S.Raffaele ovvero della struttura che si dedicherà in modo specifico alla ricerca in campo neurologico o oftalmologico.

La parte oncologica sarà curata dallo IEO, da tempo al lavoro sulla ‘rivoluzione’ portata nelle cure dalla medicina di precisione, insieme all’IIT a cui spetterà la progettazione di molecole grazie a un simulatore, l’Università degli Studi gestirà invece i modelli preclinici e la ricerca di biomarcatori di neuro infiammazioni. In questo modo si punta a dare visibilità, anche industriale, alla ricerca portata avanti in università e centri di ricerca di eccellenza.

LA FORZA DEL COMPARTO FARMACEUTICO

Già oggi, la Lombardia conta 28 mila addetti nel settore farmaceutico, e può dirsi la prima regione d’Italia e la seconda d’Europa per numero di impiegati nel comparto. Sul territorio risiede quasi un terzo delle imprese biotech e medicali presenti in Italia, qui si originano circa il 45% del fatturato e degli investimenti nazionali della farmaceutica, qui hanno sede 19 IRCCS che attivano una produzione scientifica con una ricaduta sull’eccellenza delle cure che attrae ogni anno pazienti da tutta Italia e sempre più dall’estero.

In questo settore, l’attenzione all’innovazione è e sarà sempre più fondamentale per raggiungere nuovi traguardi. Dompé si segnala come una delle aziende biofarmaceutiche che più ci hanno creduto: da tempo investe il 15% del fatturato in Ricerca & Sviluppo. L’accento sull’innovazione è stato posto anche con la visita del vicepresidente di Regione, nel corso dell’incontro, alla sede di e-Novia, vero e proprio Hub dell’Innovazione e della Ricerca sviluppatosi accanto agli spazi di Dompé.

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