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    L’Identità Digitale è anche risparmio: fino a 35 miliardi di euro

    Secondo l'Osservatorio Digital identity della School of Management del Politecnico di Milano

    di redazione open innovation | 25/11/2021

La diffusione delle identità digitali e la loro convergenza in sistemi comuni capaci di comunicare tra loro può generare 35 miliardi di euro (il 2% del Pil italiano) di risparmi, se si arrivasse anche in Italia al cosiddetto “Modello estone”: in Estonia il 99% dei servizi pubblici è fruibile online, il 46% degli elettori vota da remoto con la sua carta di identità elettronica e l'intero paese è coperto dalla banda larga.

Ecco uno dei dati emersi in una delle ultime ricerche dell’Osservatorio Digital identity della School of Management del Politecnico di Milano, che ha illustrato come la pandemia abbia generato un boom digitale e la necessità di comunicare da remoto con le istituzioni facendo così decollare il sistema SPID: nel 2020 risultano infatti 13,5 milioni le identità SPID attivate, rispetto alle 5,5 milioni censite a fine 2019, e gli accessi mensili a SPID sono passati dai 6,3 milioni di gennaio ai 16,7 milioni dell’ottobre 2020.

È stata quindi la pandemia a generare il boom delle identità digitali anche in Italia (SPID copre il 22% della popolazione), anche se il nostro Paese si trova ancora lontano dai livelli dei paesi europei più avanzati, come Olanda (79%), Svezia (78%), Norvegia (74%) e Finlandia (55%).

Solo 5.300 pubbliche amministrazioni italiane su un totale di oltre 22 mila consentono ai cittadini di usare SPID per accedere ad almeno un servizio digitale. Le identità digitali – dalle social ID alle Financial ID – sono molteplici per ogni cittadino e, come ha osservato Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Digital identity “per sfruttare tutto il potenziale dei sistemi di ID è necessario dotarsi di una strategia organica di gestione delle iniziative nate in ambito pubblico e privato, oltre che sviluppare servizi accessori associati all’identità digitale, rafforzando la collaborazione fra pubblico e imprese, e sperimentando nuove tecnologie che rendano i sistemi più sicuri e certificati”.

Su queste tematiche sono al lavoro anche molte startup internazionali per semplificare il riconoscimento dell’utente, per sfruttare tecnologie come Intelligenza Artificiale, Machine Learning o Blockchain per l’autenticazione o per gestire l’integrazione di diversi applicativi.

 

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