• Premio Lombardia è Ricerca

    A. C. Ferrari: “Sostenibilità, grafene, PNRR, ecco le sfide per la ricerca”

    Intervista al docente di Nanotecnologia a Cambridge, presidente Giuria Premio “Lombardia è Ricerca”

    di redazione open innovation | 22/07/2021

Sostenibilità e ricerca scientifica; il ruolo centrale di una materiale innovativo come il grafene sull’impatto ambientale della trasmissione dati - cresciuta ancora a causa della pandemia tra Smart Working, webinar e streaming - e per nuove frontiere in medicina; la sfida del trasferimento tecnologico e le “enormi possibilità” aperte, su questo fronte, dai fondi del PNRR.

Di tutto questo ci parla in questa video intervista Andrea C. Ferrari, Professore di Nanotecnologia all’Università di Cambridge UK, Direttore del Cambridge Graphene Centre, Science and Technology Officer e Chair del Management Panel della European Graphene Flagship (programma di ricerca varato dalla UE nel 2013 e che continuerà in Horizon Europe), presidente della Giuria del Premio internazionale “Lombardia è Ricerca” di Regione Lombardia.

In questa veste, il professor Ferrari è chiamato a valutare scoperte scientifiche nell’ambito della sostenibilità, focus dell’edizione 2020-21 del Premio. Un riconoscimento che, sottolinea l’esperto, andrà a risultati di alto livello sotto il profilo della ricerca ma allo stesso tempo con ricadute di impatto sulla vita quotidiana dei cittadini.

Il tema della ricerca applicata alle grandi sfide - ambientali, sociali ed economiche che dovremo affrontare è dunque al centro della riflessione del professor Ferrari, insieme agli “strumenti innovativi” di cui l’Italia si dovrà dotare per sfruttare al meglio le risorse del PNRR.

Già oggi, ci ricorda ad esempio Ferrari, la trasmissione dati pesa in modo significativo sulle emissioni globali di CO2: scopriamo con lui la percentuale a due cifre a cui potrebbe arrivare nel 2040 se manterremo l’hardware attuale, e come invece l’utilizzo del grafene potrebbe cambiare questo scenario.

Scopri di più, guarda la video intervista:

 

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