La biofermentazione è una leva chiave per sviluppare ingredienti alimentari di nuova generazione, ma il vero salto di qualità avviene quando il processo passa dal laboratorio al pilota e poi alla produzione industriale. La ricerca è rivolta a tecnologie e approcci che rendano questa transizione più rapida, ripetibile e sostenibile dal punto di vista economico.
Sono di interesse soluzioni per l’ottimizzazione di processo (ceppi/biocatalisi, condizioni operative, fed-batch/continuous, sensoristica e controllo), con attenzione a resa, qualità costante e robustezza. Centrale anche la gestione dei rischi tipici dello scale-up: contaminazioni, drift di performance, variabilità delle materie prime e stabilità nel tempo.
Un focus specifico riguarda il downstream processing e la stabilizzazione: separazione e recupero del prodotto, purificazione, concentrazione, essiccazione o altre strategie di stabilità e shelf-life, con obiettivo di ridurre costi e complessità impiantistica senza compromettere le specifiche food-grade.
La ricerca è promossa da un’azienda europea del settore ingredienti e aromi con forte orientamento a R&D e industrializzazione, interessata a processi di biofermentazione robusti, scalabili e pronti per l’adozione in ambito produttivo.
Come partecipare
La ricerca si svolge nella forma di "open innovation challenge" con invito a chi vuole proporre soluzioni a presentare una proposta. Le imprese selezionate verranno invitate ad un incontro preliminare online, in occasione di Alimentaria Open Innovation 2026 (23-26 marzo 2026).
Iniziativa realizzata da Acciò nell’ambito di in collaborazione con Enterprise Europe Network. La challenge è rivolta a start up costituite e PMI. Partecipazione gratuita, si applicano condizioni.
Per ulteriori informazioni e supporto nella partecipazione scrivere a simpler@finlombarda.it.