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Ecco i depuratori eco-innovativi nati dal progetto PerFORM WATER 2030
Finanziato con fondi POR FESR 2014-2020, ha installato piattaforme pilota negli impianti idrici
di Redazione Open Innovation | 27/08/2019
È uno dei ventinove Accordi per la Ricerca finanziati da Regione Lombardia con Fondi Europei POR FESR 2014 2020 e nel mese di aprile 2019 i partner del progetto PerFORM WATER 2030 hanno consegnato i primi impianti pilota, ora installati presso il depuratore di San Giuliano Milanese Ovest. Ecco allora che gli impianti idrici diventano dei veri e propri laboratori di innovazione, con cui rispondere alle sfide dell’economia circolare attraverso attività di ricerca e sviluppo con importanti risultati per un miglioramento nell’efficienza dei processi.
A lavorare al progetto PerFORM WATER 2030 (ovvero “Platform for Integrated Operation Research and Management of Public Water towards 2030”) è un ricco partenariato di imprese, università e centri di ricerca. In testa il Gruppo CAP, società che gestisce il Servizio Idrico Integrato della Città Metropolitana di Milano. Ottimizzare i processi e i recuperi di energia e materia è lo scopo dell’inserimento di tecnologie innovative nei depuratori: gli impianti sono stati forniti dall’azienda comasca SEAM, specializzata nella realizzazione di impianti in campo ambientale, e dalla lodigiana HyDEP, la cui attività si concentra su produzione, stoccaggio e recupero di idrogeno.
Circa 9 milioni di euro l’investimento complessivo, a fronte del quale Regione Lombardia ha concesso un contributo a fondo perduto di 4,5 milioni di euro, a valere per l’appunto su fondi Europei POR FESR 2014 -2020; un investimento con l’obiettivo di implementare una piattaforma di ricerca, sviluppo e validazione di tecnologie per affrontare le sfide attuali del Servizio Idrico Integrato.
Il partenariato
Otto aziende, due istituti universitari e uno di ricerca: così si compone dunque la partnership guidata da CAP. Ognuna di queste realtà metterà a disposizione le proprie competenze tecniche in un contesto di contaminazione di idee, progetti e conoscenze specifiche.
Tra le aziende partner, ci sono GeneGIS GI, con sede a Milano e in altre città italiane, che fornisce sistemi informativi per l’ambiente; la già citata lodigiana Hydep; la milanese MMI, che si occupa invece di modellistica e monitoraggio idrologico. C’è poi Passavant Impianti, azienda di Novate Milanese (MI), attiva nel settore degli impianti per il trattamento delle acque; la comasca, già menzionata, SEAM Engineering (Lomazzo). Presente il gruppo del settore chimico SIAD, con sede a Bergamo; VEOLIA, leader globale nel trattamento delle acque municipali e industriali e VOMM, azienda con sede a Rozzano (MI) e filiali in tutto il mondo, dal Brasile all’Ucraina, che realizza impianti per il trattamento e valorizzazione energetica dei fanghi.
Al Politecnico di Milano, con la sua Fondazione, è delegato invece il coordinamento scientifico, affidato a Francesca Malpei, docente dell’ateneo milanese. Notevole anche la partecipazione dell’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRSA-CNR) e dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca
Gli Accordi per la Ricerca
Gli Accordi sono tra le principali novità portate dalla legge regionale 29/2016: si tratta di veri e propri patti negoziali tra Regione e altri soggetti pubblici e privati a sostegno di innovazioni di alto livello, superando la logica del vecchio bando, dunque con meno burocrazia e tempi più certi. Uno strumento per cui sono stati stanziati, sui 29 progetti complessivamente, 106 milioni totali.
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