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    Astrolab inaugura con Paolo Nespoli: qui le tecnologie usate nello Spazio

    Robot e Realtà virtuale per la riabilitazione hi-tech dei bimbi a Bosisio Parini (LC)

    di redazione open innovation | 01/10/2019

“Anche noi quando andiamo nello spazio siamo diversamente abili e impariamo a diventare extraterrestri. E quando torniamo sulla Terra abbiamo una serie di difficoltà nel nostro sistema vestibolare, non riusciamo a camminare, quindi siamo anche noi disabili nei primi giorni, settimane o addirittura mesi. Quando guardo questi laboratori e vedo cosa fanno rimango incantato, perché vedo che usano le stesse tecnologie che usiamo noi e la NASA e forse addirittura qualcosa in più”. 

Parola di Paolo Nespoli - “AstroPaolo”, come tanti lo hanno conosciuto anche su twitter - che il 30 settembre ha voluto essere presente all’inaugurazione di Astrolab, il primo laboratorio italiano per la riabilitazione hi-tech di bambini e ragazzi creato all’IRCCS Medea di Bosisio Parini (Lc).

Uno spazio di 475 metri quadrati
, con sei locali di attrezzature per la ricerca e la riabilitazione, uno per la stampa 3D, quattro studi per una decina di ricercatori ingegneri.

Questi i numeri di AstroLab, laboratorio di ricerca e di cura che mette a disposizione dei piccoli pazienti spazi terapeutici dove le attività riabilitative assumono la forma di un gioco, grazie a tecnologie all’avanguardia e ad ambienti dall’aspetto futuristico.

Ecco allora l’Antro Magico, laboratorio di Realtà Virtuale immersiva; l’Officina dei Robot, dedicato alla robotica; la Camera della Tuta Spaziale, per la stampa 3D; la Finestra sullo Spazio, laboratorio di stimolazione multisensoriale immersiva; la Passeggiata Spaziale, laboratorio di analisi del cammino; le Costellazioni Stellari, laboratorio di pletismografia optoelettronica e le Sale del Reattore, laboratorio di bioingegneria.

Astrolab è dunque un’eccellenza lombarda ma di respiro nazionale, realizzata con il contributo del Ministero della Salute e grazie al sostegno di EMPATIA@Lecco, progetto di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia sul tema della riabilitazione per la Provincia di Lecco coordinato da Univerlecco.

All’inaugurazione dunque anche Ministero, Regione Lombardia, Cariplo e Univerlecco.

Il Medea è uno dei 51 IRCCS presenti in tutta Italia, che coniugano ricerca avanzata e assistenza - ha ricordato Giovanni LeonardiDirettore Generale ricerca e innovazione del Ministero della Salute -. Astrolab è un investimento in conto capitale che deve contribuire a qualificare l’assistenza del Medea su questo territorio. Solo un sistema che si rinnova è in grado di rispondere alle sfide e la ricerca è in grado di fare questo”.

“Progetti come AstroLab uniscono istituzioni, accademia, impresa e terzo settore. Grazie alla Nostra Famiglia vediamo la parte umana della ricerca e dell’evoluzione - ha sottolineato il vicepresidente di Regione Lombardia e assessore a Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione Fabrizio Sala -. Le istituzioni hanno il dovere di sostenere e di promuovere questi progetti all’avanguardia, che permettono di migliorare sensibilmente la vita dei giovani pazienti colpiti da gravi patologie”.

Attraverso ambienti ispirati allo Spazio, infatti, i giovani pazienti possono vivere momenti di gioco e nel frattempo fare riabilitazione. A questo si unisce il lavoro dei ricercatori che, all’interno di questi spazi, possono sviluppare nuove terapie per migliorare le tecniche riabilitative per mezzo della robotica e della Realtà Virtuale.

Il ruolo dell’IRCCS Medea

C’è poi un altro aspetto da considerare. “Per chi si occupa di riabilitazione pediatrica, se ragioniamo solo in termini economici, non c’è ritorno - ha spiegato Gianluigi Reni, Responsabile della Ricerca in Tecnologie Applicate all’IRCCS Medea -: Astrolab è il nostro tentativo di lanciare un messaggio sociale perché, se investiamo precocemente nell’età dello sviluppo, la ricaduta sul bambino è elevata e la società funziona meglio”.

“Lo scopo della tecnologia non è sostituire l’essere umano, ma favorire lo sviluppo delle funzioni motorie e cognitive del bambino e migliorare la partecipazione - ha rilevato in vece il Direttore Scientifico del Medea, Maria Teresa Bassi -: “Nel 2018 abbiamo avuto ricoverati 4.473 bambini in attività ospedaliera. Le patologie sono legate all’ambito neurologico e neuropschiatrico, tra i nostri pazienti abbiamo un elevato numero di bambini con malattie rare, ben 1.552 nel 2018”.

Di “ulteriore importante passo in avanti verso la competitività del territorio Lecchese” ha parlato invece il Presidente di Univerlecco Vico Valassi, ricordando anche il valore del progetto EMPATIA, “terzo capitolo di interventi mirati, finanziati da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, sul tema della neuroriabilitazione, che ha l’obiettivo di far crescere sul territorio strumentazione, innovazione e ricerca”.

Più attenzione alla riabilitazione pediatrica

Nicola Vitiello dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha illustrato infine le prospettive di ricerca, sviluppo e adozione degli esoscheletri robotici: “Sto cercando di catalizzare l’attenzione sulla riabilitazione pediatrica, non solo per fare ricerca, ma immaginando proprio di sviluppare prodotti utili per la qualità della vita delle persone, anche dei più piccoli. Purtroppo attrarre finanziamenti nel settore della riabilitazione motoria pediatrica non è facile, forse a causa della complessità e modesta dimensione del mercato (se confrontata con la riabilitazione motoria dell’adulto). In questo contesto è auspicabile che nel prossimo futuro vi sia un cambio di rotta e vi siano maggiori capitali destinati allo sviluppo di tecnologie per la riabilitazione motoria, in particolare per quella pediatrica”.

 

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