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    Città Studi: intesa per la rigenerazione tra Regione, Comune e Statale

    Protocollo per un polo di ricerca, innovazione, nuovi spazi e servizi dopo i trasferimenti a MIND

    di redazione open innovation | 23/03/2021

Coworking, residenze universitarie, poli multifunzionali per promuovere la rigenerazione del quartiere e valorizzare la ricerca universitaria nell’area di Città Studi a Milano, anche dopo il trasferimento di alcuni Dipartimenti scientifici dell’Università Statale nell’area MIND, puntando su innovazione, diritto allo studio e nuovi servizi.

Questo l’obiettivo del Protocollo d’Intesa tra Regione Lombardia, Comune di Milano e Università degli Studi di Milano, approvato il 22 marzo dalla Giunta Regionale su proposta del presidente Attilio Fontana di concerto con gli assessori Fabrizio Sala (Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione) e Stefano Bolognini (Sviluppo Città metropolitana, Giovani e Comunicazione).

L’Intesa propone la valorizzazione di “Città Studi” come “HUB di servizi allo studio, ricerca e innovazione”. L’obiettivo a lungo termine è quello di salvaguardare la forte vocazione universitaria di Città Studi anche dopo il trasferimento nell’area Expo dei Dipartimenti scientifici finora presenti qui, in modo che in quest’area ricerca, cultura e vita del quartiere continuino a integrarsi anche in futuro.

“Con il Protocollo approvato – ha commentato il presidente Fontana – Regione Lombardia e le istituzioni firmatarie concretizzano una visione strategica che mette al centro ricerca e innovazione e mira a sviluppare nuovi spazi residenziali e nuovi servizi per gli studenti. Un altro importante passo avanti nella direzione già intrapresa dall’inizio della legislatura: negli ultimi tre anni abbiamo investito fondi per 407 milioni con diverse iniziative importanti per il diritto allo studio e le ‘borse di studio’. L’obiettivo è quello di aiutare concretamente chi vuole impegnarsi a costruire il nostro futuro”. In particolare, l’ateneo milanese conferma così che intende mantenere la sua presenza a Milano occupando sempre una quota significativa degli immobili presenti a Città Studi.

Gli interventi previsti

Nel dettaglio il Protocollo d’Intesa prevede alcuni interventi specifici, da gestire tramite una Cabina di Regia interistituzionale. Uno dei primi passi sarà la realizzazione di luoghi di scambio delle competenze come biblioteche (eventualmente anche non connesse all’Università), sale di studio coworking, poli multifunzionali per una didattica integrata. Anche utilizzando e riqualificando strutture esistenti, così da creare un’inedita interazione con altre strutture di ricerca cittadine, nazionali e internazionali. Ampi spazi potrebbero essere destinati alle esigenze dei Dipartimenti umanistici e a specifici laboratori di ricerca interdisciplinari.

Altro punto forte del progetto sarà l’ampliamento delle misure di Diritto allo Studio con la realizzazione di strutture destinate alle residenze (anche temporanee) per studenti e docenti: con il ricorso a soluzioni di architettura innovative, oppure - altra ipotesi - con la trasformazione di edifici storici e iconici come quelli delle attuali sedi di Biologia, in via Celoria e via Golgi.

Il progetto nato dal Protocollo porterà dunque a un piano di riutilizzo degli immobili presenti nel comparto Città Studi, destinandoli a funzioni di interesse generale: promosse sia da soggetti pubblici sia da privati, purché in grado di attivare e rafforzare importanti sinergie con la ricerca e con lo sviluppo di attività fortemente innovative. Il piano si completerà con una valutazione dei sistemi di mobilità pubblica a servizio delle nuove destinazioni da insediare in Città Studi.

Con il Protocollo via libera a polo della ricerca

“Il nostro grande obiettivo – ha rimarcato l’assessore Fabrizio Sala – è creare un polo della ricerca con spazi condivisi. Dove gli studenti possano scambiarsi esperienze in laboratori innovativi, per una formazione sempre più di qualità e con lo sguardo al futuro. Con una connessione digitale con l’area Arexpo di Rho, dove l’Università degli Studi di Milano ha già attivato un nuovo campus scientifico all’interno dell’Area MIND”.

“Insieme, Regione, Comune e Università – ha rimarcato l’assessore Bolognini – puntano a costruire un percorso di interventi. Questo da un lato mira a rafforzare le infrastrutture presenti in termini di connessione e fibra ottica, dall’altro vuole aiutare Milano a recuperare, dopo l’emergenza Covid, la sua leadership in ambito universitario”.

Servizi per il diritto allo studio

“Milano – hanno, quindi, evidenziato gli assessori Sala e Bolognini – è da sempre destinazione dei migliori studenti che arrivano dalle altre Regioni e da altri Paesi. Il 30% degli studenti sono fuori sede, l’8% sono studenti stranieri e quasi il 50% degli aventi diritto alle borse di studio proviene da fuori Regione”.

Da qui la volontà di creare un polo per l’innovazione, la didattica e la ricerca che veda anche la messa a disposizione di servizi per il Diritto allo Studio. Residenze, alloggi per gli studenti e spazi innovativi in cui favorire lo sviluppo di relazioni interpersonali e scambio di esperienze.

 

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