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    CNR, atenei e Regione per monitoraggio tech delle frane in Val Camonica

    Con sensori di movimento e analisi dati. Finanziamento da un milione di euro da Palazzo Lombardia

    di redazione open innovation | 13/01/2021

La Val Rabbia e i paesi dell’alta Valcamonica (in provincia di Brescia) sono spesso vittime di gravi danni causati dal dissesto idrogeologico, in particolare dalle colate di detriti e da migliaia di metri cubi d’acqua, oltre che quantità enormi di fango che creano dighe artificiali e conseguenti esondazioni.

Ora gli abitanti di queste zone potranno essere più tranquilli, grazie a un innovativo sistema di monitoraggio idrogeologico finanziato con un milione di euro da Regione Lombardia (su un valore complessivo del progetto di 1,3 milioni) che prevede un accordo di collaborazione di tre anni tra il CNR - IRPI (Centro di Ricerca per la Protezione Idrogeologica) di Torino, le Università di Brescia e Bologna e i comuni di Ono San Pietro, Sonico e Cerveno. L’obiettivo è quello di progettare e testare un sistema di monitoraggio e di allarme in caso di colate e detriti lungo gli alvei dei fiumi.

Il sistema di monitoraggio prevede attività di progettazione, analisi e informatizzazione dei dati, strumenti e attrezzature dedicate al monitoraggio. La partnership potrà valutare l’impiego di strumenti tecnologici che vanno dai Gprs satellitari a sensori per il rilevamento di movimenti franosi collegati in remoto a sistemi informatici.

A oggi, l’allerta era affidata a un sistema di sirene collegato a funi di monitoraggio.

Un progetto importante che vedrà così la Val Rabbia – purtroppo ostaggio degli smottamenti – divenire un modello nella gestione del monitoraggio di questi fenomeni naturali, anche per altri bacini idrogeologici del territorio lombardo.

 

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