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    Covid-19, una piattaforma UE per condividere dati e accelerare la ricerca

    Attiva da fine aprile. Tutte le iniziative per il contrasto al Coronavirus

    di redazione open innovation | 29/04/2020

Un nuovo strumento, a livello europeo, rivolto ai ricercatori per una rapida raccolta/scambio dati di ricerca disponibili sul Covid-19, così come previsto nel piano d’azione ERAvsCorona lanciato nelle scorse settimane.

La Commissione Europea ha dunque lanciato a fine aprile, in cooperazione con diversi partner, una nuova piattaforma europea. Metterà a disposizione dei ricercatori uno strumento mondiale aperto, affidabile e scalabile per la condivisione di una serie di dati utili, quali sequenze di DNA, strutture proteiche, dati della ricerca preclinica e delle sperimentazioni cliniche, come pure dati epidemiologici con lo scopo di supportare e accelerare la ricerca e l’individuazione si soluzioni per l’emergenza legata al Covid-19.

La piattaforma è disponibile a questo link.

La piattaforma, che è parte integrante del piano d’azione ERAvsCorona, è il risultato di un impegno congiunto della Commissione europea, dell’Istituto europeo di bioinformatica che fa capo al Laboratorio europeo di biologia molecolare (EMBL-EBI), dell’infrastruttura Elixir e del progetto COMPARE, come pure degli Stati membri e di altri partner.

La condivisione rapida e aperta dei dati consente di accelerare fortemente la ricerca e le scoperte e di reagire in modo efficace all’emergenza del Coronavirus.

Il contesto

La piattaforma europea di dati sulla Covid-19 è coerente con i principi stabiliti nella dichiarazione sulla condivisione dei dati in un’emergenza di sanità pubblica e rappresenta un ulteriore passo avanti nell’impegno della Commissione per dati aperti della ricerca e la promozione della scienza aperta, con l’obiettivo di rendere la scienza più efficiente, affidabile e idonea a rispondere alle sfide sociali. 

In questo contesto la piattaforma rappresenta inoltre un progetto pilota prioritario che mira a conseguire gli obiettivi del cloud europeo per la scienza aperta (EOSC), avvalendosi anche delle reti esistenti tra EMBL-EBI e le infrastrutture di dati dei sistemi sanitari pubblici.   

Piano d’azione ERAvsCorona

Il 7 aprile 2020 i ministri della Ricerca e dell’innovazione di tutti i 27 Stati membri dell’UE hanno deciso di sostenere dieci azioni prioritarie del piano d’azione ERAvsCorona.

Sulla scorta degli obiettivi generali e degli strumenti dello Spazio europeo della ricerca (SER), il piano d’azione comprende azioni a breve termine basate su uno stretto coordinamento, cooperazione, scambio di dati e un impegno comune di finanziamento della Commissione e degli Stati membri.

Oltre alla piattaforma europea di dati sulla Covid-19, le altre azioni riguardano il coordinamento dei finanziamenti, l’ampliamento delle sperimentazioni cliniche di grande portata a livello UE, l’aumento dei finanziamenti alle imprese innovative e il sostegno a un “Hackathon paneuropeo” alla fine di aprile, per mobilitare gli innovatori europei e la società civile. Il piano comune che elenca le azioni prioritarie sarà aggiornato periodicamente nei prossimi mesi in modo co-creativo tra i servizi della Commissione e i governi nazionali.    

Tutte le iniziative Ue su ricerca e malattie infettive

L’UE sta adottando forti provvedimenti per contrastare la pandemia. La Commissione sta inoltre destinando centinaia di milioni di euro alle misure per la ricerca e l'innovazione per mettere a punto vaccini, nuovi trattamenti, test diagnostici e sistemi medici per prevenire la diffusione del coronavirus.

Grazie agli investimenti a lungo termine realizzati prima della pandemia di coronavirus (tramite il PQ7 e il programma Horizone 2020), anche in materia di sorveglianza e preparazione, l’UE ha rapidamente mobilitato 48,2 milioni di euro per 18 progetti di ricerca selezionati che attualmente si occupano di test diagnostici rapidi da eseguirsi presso i punti di assistenza, nuovi trattamenti, nuovi vaccini, come pure di studi epidemiologici e modellizzazione per migliorare la preparazione e la capacità di reazione alle pandemie. 
Ai progetti partecipano 151 gruppi di ricerca di tutto il mondo.

L’UE ha inoltre mobilitato finanziamenti pubblici e privati fino a un massimo di 90 milioni di euro tramite l’iniziativa sui medicinali innovativi e ha offerto fino a 80 milioni di euro di sostegno finanziario alla società innovativa CureVac per accelerare lo sviluppo e la produzione di un vaccino contro il coronavirus.

Va aggiunto che un recente invito a presentare proposte, con una dotazione di 164 milioni di euro, promosso dall’Acceleratore del Consiglio europeo per l’innovazione, ha attratto un numero significativo di startup e PMI le cui innovazioni potrebbero anch’esse contribuire a far fronte alla pandemia. Contemporaneamente più di 50 progetti del Consiglio europeo della ricerca, in corso o completati, contribuiscono alla risposta alla pandemia di coronavirus, fornendo indicazioni da differenti prospettive scientifiche (virologia, immunologia, sanità pubblica, dispositivi medici, comportamento sociale, gestione delle crisi).

Per rafforzare la cooperazione a livello mondiale, l’UE coordina iniziative internazionali nell’ambito della collaborazione mondiale nella ricerca in materia di capacità di gestione delle malattie infettive (GloPID-R), che riunisce 29 organismi di finanziamento dei 5 continenti e l’OMS. Contribuisce inoltre con 20 milioni di euro alla coalizione per l’innovazione in materia di preparazione alle epidemie (CEPI). Infine il partenariato Europa-Paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (EDCTP) sta finanziando tre bandi, per un importo fino a 28 milioni di euro attinto a Horizon 2020, per sostenere la ricerca sul virus e rafforzare le capacità di ricerca nell’Africa subsahariana.

 

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