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    Fondi Ue, il quadro post elezioni. E il focus agli Stati Generali della Ricerca di Regione

    Più risorse su R&I. Il 25 giugno si parlerà della programmazione 2021-2027

    di redazione open innovation | 14 giu 2019

Le elezioni europee del 26 maggio hanno in parte ridisegnato la composizione dell’Europarlamento. Ma cosa cambia nell’assegnazione dei fondi europei, in ambiti centrali per lo sviluppo dei territori come ad esempio sul fronte di Ricerca e Innovazione?

Per quel che riguarda le linee guida e l’architettura del nuovo programma quadro che andrà a sostituire Horizon 2020 ovvero Horizon Europe, queste sono state fissate.

La Commissione, il Parlamento e Consiglio Europei hanno approvato il testo legislativo che porterà alla definizione dei programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento, la pianificazione strategica è stata avviata a maggio.

Gli avanzamenti di Horizon Europe

Le novità sono diverse, e si presentano come positive. La proposta della Commissione europea uscente per la dotazione del fondo è di un incremento significativo, dagli attuali 77 a 100 miliardi di euro.

Inoltre, in seguito a un’analisi dell’andamento di H2020 si è deciso di puntare su un organismo specifico, il Consiglio europeo per l’innovazione, per sostenere non più solo l’innovazione incrementale ma anche innovazioni pioneristiche e dirompenti, giudicate troppo rischiose per gli investitori privati.

E ancora: razionalizzare i partenariati e rafforzare la sinergia con altri programmi quadro di finanziamento, ad esempio con regimi di co-finanziamento flessibili.

Altri dettagli si possono vedere nella scheda (in allegato)di Niccolò Querci, della Direzione Generale Ricerca e Innovazione della Commissione Europea, portata lo scorso 5 aprile all’evento SIE di Regione sui fondi strutturali europei. 

Difficile che questa impostazione sia messa in discussione dalla nuova Commissione Europea, l’organo esecutivo dell’Unione al quale spetta l’erogazione dei fondi e di cui in queste settimane si sta discutendo la composizione.

La vera incognita

Diverso il discorso per quel che riguarda l’entità dei finanziamenti assegnati a ciascun programma quadro. Le proposte della Commissione uscente sono state avanzate nel contesto di un’Europa a 28, un panorama che la Brexit non ha modificato prima del voto delle europee. Rimane dunque ancora da capire quali saranno gli effetti concreti dell’uscita della Gran Bretagna a livello di budget e delle sue articolazioni: a oggi, un puzzle veramente impossibile da decifrare.

Per quel che riguarda i Fondi strutturali, a oggi la proposta QFP della Commissione Europea vede una riduzione delle risorse dedicate alla politica di coesione. Questa però non si traduce in una riduzione per l’Italia, che nell’attuale proposta vede incrementare i fondi strutturali rispetto al periodo di programmazione attuale.

Francesco De Rose, della DG REGIO - Commissione Europea, aveva portato una prima stima all’evento SIE promosso da Regione Lombardia (ascolta qui il suo intervento).

Naturalmente però le risorse assegnate si conosceranno solo dopo il negoziato tra tutte le Regioni e lo Stato. A monte, la Commissione Europea si aspetta di poter chiudere il negoziato entro ottobre 2019.

Gli Stati generali della Ricerca e dell’Innovazione

La centralità dei fondi UE sarà uno dei temi portanti dell’edizione degli Stati generali della Ricerca e dell’Innovazione di Regione Lombardia, in programma il 25 giugno, dove si parlerà ad esempio di come gli strumenti di intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno accompagnando la definizione delle priorità della prossima programmazione comunitaria.

 

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