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    Le startup innovative nascono on line. E una su quattro si trova in Lombardia

    La nuova modalità nell’indagine Mise e Infocamere: nel 2018 netta crescita del 6,4%

    di redazione open innovation | 12 mar 2019

Digitale terreno sempre più fertile per le startup italiane che sul web, grazie alle nuove procedure semplificate e low cost per la costituzione online, nascono e crescono a vista d'occhio. L’incremento esponenziale delle imprese innovative ‘sbocciate’ via internet, ben 2.023 al 31 dicembre scorso contro le 1.070 del 2017, emerge chiaramente dal 10° Rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dal MISE in collaborazione con Unioncamere e InfoCamere.

La nuova procedura, interamente telematica e gratuita, è stata introdotta dal Decreto legge 3/2015 ed è divenuta operativa a tutti gli effetti dal luglio 2016. Ma è proprio nel 2018, anno in cui sono state registrate online 953 startup (+ 6,4% rispetto al 2017), che il decreto per la digitalizzazione ha fatto sentire maggiormente i suoi effetti positivi. Con la nuova normativa, che garantisce un risparmio medio sull’atto di avvio stimato in 2 mila euro e alleggerisce quella burocrazia che in fase di partenza poteva rivelarsi una ‘zavorra’ eccessiva per qualsiasi nuova company in stato embrionale, si è incentivata ulteriormente quella voglia di ‘fare impresa’ che ha nei giovani under 35 i principali protagonisti.

Quattro startup su 10 nascono online e 1 su 4 è in Lombardia

Tra le imprese innovative create nell’ultimo trimestre, oltre 4 su 10 hanno optato per la nuova modalità (42,8%, in crescita rispetto al 40% dell’intero 2018 e al 39% del 2017) registrandosi autonomamente tramite la piattaforma startup.registroimprese.it o avvalendosi dei servizi d’assistenza e tutoraggio online offerti dalla propria Camera di Commercio di riferimento. Nel 2018, con le prime due startup costituite online in Valle d’Aosta, la nuova modalità è stata utilizzata in tutte le regioni italiane.

A guidare la classifica è la Lombardia, con 521 startup innovative nate in Rete, pari al 26% del totale nazionale. In seconda e terza posizione si collocano il Veneto, con 245 (12,2%), e, a stretto giro, il Lazio, con 242 (12,1%). Altre regioni in cui la nuova procedura è stata scelta da almeno 100 startup sono Campania (138), Emilia-Romagna e Sicilia (appaiate a 114). D’altro canto, la nuova modalità risulta ancora poco utilizzata in aree geografiche che pur vantano una significativa presenza di nuove imprese innovative. È questo il caso dell’Emilia-Romagna, che ospita il 9,3% delle startup innovative, ma solo il 5,7% di quelle costituite online, e del Piemonte, la cui quota di startup sul totale nazionale è pari al 5,1%.

Nel 2018 exploit della Sardegna

Se si analizza, invece, il tasso di adozione della nuova modalità digitale sul totale delle nuove startup costituite, ebbene, la graduatoria subisce un forte scossone. A guidarla, infatti, troviamo, e di gran lunga, la Sardegna, in cui il 70,4% delle startup neonate ha optato per la procedura online. Superano il 50% anche Molise, Liguria, Basilicata e Toscana, mentre la Lombardia, prima per numero di imprese nate in Rete, scivola qui all’8° posto, seppur con un buon 43,3%, tre punti sopra il tasso medio nazionale.

Milano si conferma la provincia più fertile e digitale

A livello provinciale, Milano si conferma l’area più fertile per la creazione di startup innovative con 319 imprese avviate online (15,9% del totale nazionale). In seconda posizione c’è Roma (218, 10,9%). A grande distanza completano la top-5 Padova, con 77, Verona, con 58, e Bergamo, con 50. Nel complesso, sono state costituite startup innovative online in 104 province. Queste province si distinguono anche per un elevato tasso di adozione della nuova modalità, che in tutti i casi sfiora o supera il 50%. Per contro, province con una popolazione anche importante di startup innovative, come Torino, presentano tassi di adozione molto bassi, talvolta inferiori al 20%.

Col web si risparmia tempo e quindi denaro

Muovere i primi passi online significa non solo risparmiare denaro e scartoffie, ma anche tempo. Per tale motivo non è secondario dare uno sguardo alla durata media delle ‘pratiche digitali’ da provincia e provincia. A determinare gli scostamenti tra i vari territori non sono l’atto o lo statuto standard, documenti che consentono una costituzione immediate, bensì l’ingresso nella sezione speciale del Registro delle Imprese, procedura che richiede una verifica da parte della Camera di Commercio di competenza sul possesso dei requisiti di startup innovativa.

È qui, dunque, che rischia di ‘arenarsi’ la pratica. In media, una startup innovativa costituita online attende 30 giorni per ottenere l’iscrizione. Un tempo d’attesa ridottosi però a 25,1 giorni per le società costituite nel 2018. In alcuni territori, peraltro, i tempi medi d’attesa si sono finora rivelati decisamente più bassi. In ben otto province tutte le startup nate online nel 2018 hanno ottenuto lo status speciale lo stesso giorno della propria costituzione: tra queste, da segnalare una realtà lombarda - Mantova - dove sono state create più di 5 startup. A Bergamo invece (27 costituzioni) le procedure si concludono in media in meno di una settimana.

A questo link è visionabile il rapporto completo https://goo.gl/4DbXb2

 

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