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    Stati Generali della Ricerca di Regione: dai fondi Ue all’auto a guida autonoma

    All’evento alla Villa Reale di Monza tutti i sostegni all’innovazione previsti per il 2021-2027

    di redazione open innovation | 14/09/2021

La ricerca come “punto da cui ripartire”, l’innovazione e il suo impatto sulle nostre società per uno sviluppo che sappia mettere al centro la persona. Ma anche la crescita delle risorse nella programmazione UE - il Fondo Europeo Sviluppo Regionale ammonterà a oltre 2 miliardi di euro -; storie eccezionali di talento, quelle di tre ricercatrici vincitrici dell’ERC (European Research Council) Grant appena rientrate in Italia; l’intervento del Ministro dell’Università e della Ricerca e la prima prova su strada di un veicolo a guida autonoma, sviluppato da un progetto finanziato da Regione Lombardia.

Questi i temi al centro degli “Stati generali della Ricerca e dell’Innovazione”, che  Regione Lombardia ha promosso quest’anno nella cornice d’eccezione della Villa Reale di Monza. Alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca, del presidente di Regione Lombardia e dell’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione.

Una giornata importante per confrontare esperienze, scoprire alcune delle ricerche più promettenti attive in Lombardia e riflettere su come incrementare ulteriormente l’attrattività del sistema universitario lombardo. Ma anche un incontro per conoscere gli interventi realizzati, e approfondire i principali investimenti previsti dalla Regione nei prossimi sette anni.

Per ripercorre tutti i momenti dell'evento guarda il video nella pagina dedicata: clicca qui

Presidente Lombardia: ricerca e innovazione sono driver per la ripresa

“Ricerca e innovazione sono da sempre driver per lo sviluppo e la crescita del territorio - ha detto il governatore aprendo i lavori -. Oggi più che mai rappresentano una leva importante di ripresa”.

“Nel periodo che abbiamo appena vissuto – ha aggiunto – è stato difficile conservare fiducia nel progresso scientifico e tecnologico. Abbiamo sperimentato la diffusione di un virus che ci ha reso impotenti e impreparati. Ma la scienza è stata fondamentale per combatterlo. Proprio la scienza è stata riportata dall’emergenza sanitaria al centro del dibattito. I nostri ricercatori, le università, i centri di ricerca, le imprese hanno pure dimostrato una straordinaria capacità adattiva”.

Capitale umano asset fondamentale

“La vera forza della Lombardia – ha sottolineato il presidente – risiede infatti nell’intelligenza del nostro capitale umano. Asset fondamentale nell’attuale scenario socioeconomico. Di certo, dalla comunità scientifica lombarda è possibile promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, a vantaggio dei territori e dell’intero Paese”.

“Per questa ragione – ha precisato – abbiamo fortemente sostenuto l’accordo di collaborazione fra i 4 IRCCS pubblici lombardi. Per lo stesso motivo guardiamo con fiducia alla nascita di un soggetto che, insieme a Human Technopole, sappia fungere da piattaforma lombarda a vantaggio delle Scienze della vita”.

“In Lombardia – ha concluso il governatore – si sviluppano materiali innovativi, si realizzano progetti d’avanguardia e oggi, proprio qui, possiamo toccare con mano gli sviluppi delle tecnologie per il futuro della mobilità, frutto di una collaborazione virtuosa fra centri di ricerca e imprese”.

Altro asset fondamentale sono le risorse della Programmazione comunitaria, il primo e più importante strumento che Regione Lombardia può mettere a disposizione del territorio. Per il 2021-2027 i capitali ammontano a 3,5 miliardi di euro, con la somma del Fondo Sociale Europeo e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Assessore alla ricerca: 2 miliardi per il periodo 2021-27

“Per quanto riguarda il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – ha spiegato l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione – abbiamo previsto di dedicare un totale di 2 miliardi per il periodo 2021-2027. Questo significa che le risorse, rispetto allo scorso ciclo di programmazione 2014-2020 quando ammontavano a 970 milioni di euro, oggi sono più che raddoppiate”.

Nell’ambito del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale più di metà delle risorse, quindi circa 1,1 miliardi di euro, saranno dedicate all’obiettivo strategico ‘Un’Europa più competitiva e intelligente’; 633 milioni verranno destinati all’obiettivo strategico ‘Un’Europa più verde’ e 240 milioni dedicati agli obiettivi di sviluppo sociale ‘Un’Europa più vicina ai cittadini’.

“Le nostre priorità – ha proseguito l’assessore – sono chiare e precise: valorizzare i dati, anche attraverso l’adozione di metodologie di Intelligenza Artificiale; intensificare l’approccio di Open Innovation e favorire il trasferimento tecnologico. Per i prossimi anni sono previsti investimenti in progetti di sviluppo industriale di grandi dimensioni, la promozione di dottorati industriali, ma anche la nascita di Hub tecnologici su tematiche strategiche come il digitale, la mobilità sostenibile, la salute, l’economia circolare”.

Il metodo sarà quello già sperimentato in questi anni con gli Accordi per la Ricerca e con la Call Hub Ricerca e Innovazione, due misure che hanno mobilitato investimenti pubblici e privati per oltre 434 milioni di euro, coinvolgendo quasi 400 partner tra imprese e organismi di ricerca. Con idee innovative, partenariati forti, capacità di intercettare le opportunità a livello europeo e internazionale.

Proprio dalla Call Accordi arriva il prototipo di veicolo a guida autonoma, visto ‘in azione’ a Monza: è infatti il risultato del progetto Teinvein, che ha come capofila ST Microelectronics e tra i partner Università Bicocca e Politecnico di Milano. Finanziato da Regione Lombardia con 7,5 milioni su 14 milioni di valore complessivo del progetto, il veicolo elettrico modificato per la guida senza conducente punta a ridurre l’impatto ambientale, incrementare la sicurezza stradale per passeggeri e pedoni grazie al monitoraggio dello stato psicofisico del conducente, a comunicare con le infrastrutture e i veicoli adiacenti in un’ottica di Smart Mobility e - non ultimo - a semplificare la guida per i portatori di handicap.

Ministro: rafforzare compagine della ricerca italiana

Il ministro dell’Università e Ricerca ha invece sottolineato il ruolo che le Regioni possono giocare. “Con il Fondo Italiano per la Scienza e con le risorse previste dal PNRR – ha spiegato anzitutto – vogliamo rafforzare la compagine della ricerca italiana che passa prima di tutto dal rafforzamento delle persone. È un momento in cui tutti gli attori del sistema devono parlarsi e trovare le soluzioni migliori per lavorare sui centri nazionali per le tecnologie abilitanti, sugli ecosistemi dell’innovazione, sulle infrastrutture di ricerca, sui partenariati. E in questo le Regioni avranno un ruolo fondamentale. Dobbiamo riuscire a usare le varie misure in modo complementare per avere un forte impatto sul Paese, sulla popolazione, sui giovani”.

Le voci delle ricercatrici, l'etica dell'innovazione

Al ministro si sono rivolte poi le tre vincitrici di ERC (European Research Council) Grant, rientrate in Italia dopo periodi trascorsi all’estero e protagoniste di un panel con l’assessore regionale. Valentina Bollati (professore associato del Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’Università degli Studi di Milano), Giulia Fulvia Mancini (professore associato del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pavia) e Paola Saccomandi (professore associato del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano) hanno auspicato dunque semplificazione delle procedure burocratiche, certezze economiche per assegnisti e dottorandi oltre che per i ricercatori, più connessioni con i centri di internazionalizzazione, così da rendere ancora più attrattivo il nostro sistema universitario.

Positivo il giudizio sull’ecosistema della ricerca lombardo, che le ha formate (nel caso di Mancini e Saccomandi) e quindi accolte al loro rientro in Italia, ad esempio per i forti legami tra ricerca degli atenei e pratica clinica. Ma anche per lo “sguardo aperto” che la formazione nelle università lombarde ha saputo garantire loro: un plus che all’estero è stato apprezzato e valorizzato.

L’altro confronto è stato quello sugli impatti sociali dell’innovazione: ne hanno discusso Paolo Benanti, Professore Straordinario alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana e Gianni Bocchieri, Direttore Generale Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione di Regione Lombardia.

Una riflessione, la loro, per ricordare che “nella tecnologia e nei suoi frutti dobbiamo cercare il segno dell’eccedenza dell’uomo rispetto al suo essere meramente biologico”. E che oggi si decide “l’ecosistema digitale in cui vivranno le nuove generazioni”: una responsabilità che disegna ed esalta un nuovo ruolo per la politica e le istituzioni, chiamate a farsene carico.

 

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