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Storie di innovazione
Dati IoT: cinque modi per valorizzarli
di Redazione Open Innovation | 31/08/2017
I dati generati da applicazioni Internet of Things (IoT) rappresentano un'opportunità strategica per le imprese. I dispositivi IoT, infatti, mettono a disposizione delle aziende una grande quantità di informazioni in grado di garantire un valore aggiunto a tutta la catena di produzione e vendita. A patto che i dati vengano raccolti e analizzati a dovere.
La grande sfida posta dall’evoluzione dei dispositivi smart (contatori energetici, macchinari industriali, auto connesse, ecc.) risiede nella valorizzazione dei dati generati. Sono molte le fonti da cui raccoglierli e analizzarli, ma la ricetta perfetta non esiste. Sono diverse, infatti, le strade percorribili: secondo il report degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano sono cinque gli schemi di valorizzazione dei dati generati dall’Internet of Things:
1. ottimizzazione dei processi interni. Grazie all’IoT è possibile, ad esempio, monitorare in tempo reale il funzionamento di un impianto produttivo, raccogliendo dati utili a introdurre nuove logiche di manutenzione predittiva per limitare i fermi di produzione. E, qualora il guasto si verifichi lo stesso, i dati raccolti consentono di agire più rapidamente;
2. creazione di nuove generazioni di prodotti e servizi. Tramite sensori distribuiti all’interno dell’oggetto, per esempio, si può capire quali componenti si usurano o arrivano a rottura più facilmente. Oppure, nel caso dei servizi, orientando la ricerca e lo sviluppo sulle funzioni maggiormente utilizzate dagli utenti, è possibile ridurre lo spreco di tempo in fase di progettazione;
3. focus specifico sulla personalizzazione, sempre con riguardo a prodotti e servizi. Ciò che avviene sul web tramite i cookie può avvenire anche nel mondo fisico, tramite lo studio dei big data raccolti dall’utilizzo dei dispositivi IoT. È il caso, ricorda il report, di una utility che sulla base dell’andamento dei consumi energetici di un’abitazione può fornire consigli utili agli utenti per evitare gli sprechi;
4. monetizzazione diretta dei dati. Un’azienda può infatti decidere di vendere le info raccolte a soggetti terzi, generando una nuova fonte di ricavi. Si tratta di individuare soggetti interessati (ad esempio, altre imprese provenienti anche da settori distanti, singoli sviluppatori intenzionati a commercializzare nuove applicazioni);
5. advertising&commerce. L’IoT offre la possibilità di ottenere dati utili per la creazione di campagne pubblicitarie mirate. Saranno così le abitudini di interazione fra il consumatore e il dispositivo intelligente, monitorate nel corso del tempo, a guidare la promozione successiva del prodotto rinnovato.
Queste cinque modalità non sono ugualmente diffuse e mature. Secondo le rilevazioni degli Osservatori, le strategie più diffuse sono quelle di ottimizzazione dei processi (75%) e di nuova generazione di prodotto e servizio (49%). Segue la personalizzazione (26%), mentre la monetizzazione dei dati e il canale advertising & commerce risultano ancora in una fase embrionale, con percentuali di utilizzo rispettivamente del 4 e del 2%. Il motivo, spiega il report, risiede nella tradizionale riluttanza a cedere i propri dati personali a meno di ricevere vantaggi concreti.
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