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    Innovazione, a Seriate (BG) il Pronto Soccorso è smart con il totem digitale

    Triage e gestione dei flussi informatizzati e multilingue, per un accesso più sicuro e veloce

    di redazione open innovation | 03/11/2021

Esperti di ingegneria gestionale e cambiamento delle organizzazioni a favore della sanità, per un accesso il più possibile sicuro e veloce al Pronto Soccorso. Si è conclusa con numeri positivi a Seriate, all’ospedale Bolognini, la prima fase del progetto per digitalizzare i percorsi di accesso al Pronto soccorso, grazie alla collaborazione tra ASST Bergamo Est, Fondazione Europea di Ricerca Biomedica (FERB Onlus) e il Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’Informazione e della Produzione Università degli Studi di Bergamo.

Al centro della sperimentazione l’applicativo MyTravelCare, che si è dimostrato una grande opportunità nel settore dell’emergenza per favorire l’accesso dell’utente e per valorizzare le grandi moli di dati dei sistemi informativi del Pronto Soccorso, nella logica dell’analisi dei processi volti a migliorare l’organizzazione, in un ambiente come quello del Ps che è lo specchio di flussi interni di lavoro e della relazione tra ospedalen e territorio. Si tratta di un totem, multilingue, che facilita la presa in carico dei pazienti, attraverso l’autocompilazione di alcuni dati.

L’obiettivo della sperimentazione

L’obiettivo della prima fase, che si è conclusa il 30 di settembre, era valutare le potenzialità di digitalizzazione degli accessi al pronto soccorso tramite l’istallazione di un totem che “parla” in 8 lingue (italiano, francese, inglese, tedesco, arabo, cinese, russo e spagnolo) e che permette di registrare i dati degli utenti in codice verde o bianco.

La sperimentazione - che vede in campo l’ASST Bergamo Est, la FERB già in partnership con l’ASST Bergamo Est per la gestione ospedaliera (all’ospedale di Trescore e Gazzaniga, a Calcinate per l’hospice e il centro di riabilitazione alcologica in fase di attivazione a breve) e l’Università degli studi di Bergamo - nasce nell’impulso dell’evento pandemico, per attivare un cambiamento organizzativo nella presa in carico del paziente attraverso la digitalizzazione di interi percorsi.

Un passaggio in qualche modo obbligato, in vista di una maggiore digitalizzazione delle pratiche, ma che nell’immediato consente anche di liberare risorse per nuove attività e ridurre i rischi di contagio insiti nella procedura del servizio. A oggi, la digitalizzazione dei processi (triage, gestione dei flussi) rappresenta una soluzione per lo sviluppo di un nuovo modello di sanità fortemente integrato che mette al centro il paziente, con interventi non solo sul trattamento della malattia ma sull’accoglienza della persona nella sua totalità.

Come funziona il totem

Il paziente, con l’aiuto in questa fase di sperimentazione dell’ingegnere Alice Ubiali, studentessa magistrale in Ingegneria delle Tecnologie della Salute presso l’Università degli Studi di Bergamo, inserisce i propri dati generali quali età, genere, altezza, peso e stile di vita insieme ad informazioni sugli ultimi viaggi effettuati, riportando le tempistiche, le località e altre informazioni correlate.

L’applicativo permette poi di inserire, mediante l’utilizzo di liste opportunamente semplificate, lo storico delle proprie malattie, gli interventi effettuati, i medicinali in assunzione ed eventuali allergie, per offrire un’informativa completa al personale sanitario. Una sezione dedicata consente di fornire informazioni sui sintomi e disturbi per i quali ci si è recati al Pronto Soccorso, identificando con precisione la zona in cui si ha dolore e fornendo dettagli sull’intensità e le tempistiche. Il totem inoltre prevede una sezione dedicata, sempre multilingua, per la compilazione dell’autocertificazione Covid. Una sezione riepilogativa bilingue viene automaticamente generata al termine della compilazione.

I dati

Dal 15 giugno al 14 settembre 310 pazienti, pari al 75% dei pazienti maggiorenni (con codice bianco e verde) in accesso alla struttura, hanno utilizzato l’applicativo MyTravelCare fornendo informazioni sui propri sintomi e su farmaci e patologie, ritenendo lo strumento facile e utile nell’interazione con il personale sanitario. Moltissimi gli stranieri che hanno utilizzato il totem. Il 71% dei pazienti risultava vaccinato al Covid-19 e il 10% aveva viaggiato all’estero nel mese precedente alla compilazione, di cui il 20% verso un paese non europeo. Dei pazienti intervistati, più del 90% ha ritenuto l’applicazione di facile utilizzo e il 100% degli stranieri l’ha ritenuta utile nel facilitare l’interazione con il personale sanitario.

Il contesto, tra barriere linguistiche e PNRR

“Voglio evidenziare - sottolinea Francesco Locati, Direttore Generale ASST Bergamo Est - l’utilità di tale strumento nella fase di Triage, soprattutto per la popolazione straniera che si rivolge ai nostri ospedali. La barriera linguistica è ancora un limite, non sempre di facile risoluzione, e la possibilità di raccogliere ulteriori dati sanitari nel momento dell’accesso non può che facilitare l’approccio al paziente e alla sua malattia, per una presa in carico globale.

La digitalizzazione della sanità è uno degli obiettivi inseriti dal Governo nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approvato dal Consiglio dei Ministri, che destina alla sanità più di 15 miliardi di euro da suddividere in due ambiti principali: assistenza di prossimità e telemedicina, innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza. Si intende da un lato dare impulso alla sanità digitale, disporre di soluzioni digitali per piani di presa in carico multidisciplinari e multiprofessionali in grado di integrare processi di cura ed assistenza, nonché di la vicinanza e la comunicazione alle persone; dall’altro, realizzare ospedali sicuri, tecnologici, digitali e sostenibili, con azioni che puntano all’ammodernamento tecnologico delle strutture ospedaliere con particolare riferimento alle attrezzature di alta tecnologia e ad altri interventi orientati alla digitalizzazione delle strutture sanitari.

Il contesto di piena collaborazione in cui ha preso vita questa prima fase di sperimentazione e l’imprescindibile spinta verso la digitalizzazione rappresentano - conclude Locati - il punto di partenza per lo sviluppo e la diffusione sul territorio di un nuovo modello integrato di presa in carico del paziente”.

I risultati di questa sperimentazione saranno resi noti anche al “Forum Internazionale on Quality and Safety in Healthcare” in programma a Gothenburg (Svezia) nel marzo 2022, organizzato dal British Medical Journal e da “Institute for Healthcare Improvement” di Boston.

“Dopo questa felice sperimentazione - sottolinea il Presidente di FERB Franco Cammarota - auspichiamo che si possa procedere a un’estensione dell’uso a livello regionale per rinnovare l’eccellenza del nostro servizio grazie all’uso delle nuove tecnologie”.

 

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