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18/01/2023

Donne e lavoro: i dati, le imprese high tech e il contributo del PNRR

Il tasso di occupazione femminile ancora inferiore alla media UE, l’investimento 1.2 della M5C1

Redazione Open Innovation

Redazione Open Innovation

Regione Lombardia

La situazione occupazionale femminile in Italia presenta dati che si discostano dal resto d’Europa: il nostro Paese registra un tasso di occupazione inferiore di 14 punti percentuali rispetto alla media europea che si attesta attorno al 63,4%.

Nel 2020, a causa della pandemia da Covid-19, le lavoratrici che hanno perso la loro occupazione sono il doppio rispetto agli uomini e ciò ha enfatizzato ulteriormente gli squilibri di genere già presenti nel mercato del lavoro.

Dal Bilancio di genere 2021, realizzato dal Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, emerge che nell’anno 2021 il tasso di occupazione maschile si aggirava attorno al 67,1% mentre quello femminile al 49,4% (non si registrava una percentuale così bassa dal 2013).

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (d’ora in poi PNRR) non resta indifferente alla questione relativa al superamento della disparità di genere e individua, infatti, la parità di genere come una delle priorità trasversali perseguite in tutte le missioni che lo compongono.

Nello specifico, nella Missione 5 “Inclusione e coesione” – Componente 1 “Politiche per il lavoro”, l’Investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”, con una dotazione di 400 milioni di euro, sostiene l’empowerment femminile e si prefigge l’obiettivo di innalzare i livelli di partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

Attraverso una strategia integrata di investimenti di carattere finanziario e di servizi di supporto, le iniziative del PNRR sono volte a:

  • promuovere l’imprenditoria femminile;
  • sostenere la realizzazione di progetti aziendali innovativi per imprese già costituite e operanti a conduzione femminile o prevalente partecipazione femminile;
  • sostenere l’avvio di attività imprenditoriali femminili attraverso la definizione di un’offerta che sia in grado di venire incontro alle necessità delle donne in modo più puntuale;
  • creare un clima culturale favorevole ed emulativo attraverso azioni di comunicazione mirate che valorizzino l’imprenditorialità femminile, in particolare presso scuole e università.

La Lombardia e il settore high tech

La Lombardia svolge un ruolo fondamentale nella promozione dell’imprenditorialità femminile rispetto l’intero sistema Paese: vi troviamo concentrate, infatti, il 13.5% delle imprese femminili dell’intero contesto italiano. Analizzando in dettaglio il contesto regionale, tale valore risulta ancora più importante: rispetto al totale (952.492) delle imprese attive sul territorio, 181.722 sono femminili, con una media del 19.1%.

Un dato interessante riguarda la presenza di donne nel settore high tech: la Lombardia risulta essere la regione italiana con il maggior numero di imprese femminili in questo campo, che hanno contribuito a portare innovazione in vari ambiti grazie all’implementazione di tecnologie e metodi all’avanguardia.

Tra gli esempi virtuosi di imprese femminili lombarde si può citare Chitè Milano. Fondata da Chiara Marconi che ne è CEO, ha rivoluzionato l’offerta di intimo sul mercato con l’innovazione tech.

Si tratta infatti della prima startup di lingerie ad aver introdotto sul mercato una piattaforma di personalizzazione online 3D che, grazie a tecniche evolute di intelligenza artificiale, consente di realizzare completi intimi interamente fatti su misura, combinando misure, tessuti e colori.

Sempre a Milano è nata la startup femminile EatsReady, nata con l’obiettivo di diventare il primo emettitore di buoni pasto digitali grazie allo sviluppo di una piattaforma che abilita pagamenti smart e servizi di mobile ordering.

Si tratta di una startup foodtech, il cui valore aggiungo consiste nel mettere in contatto i consumatori finali, aziende e dipendenti con gli operatori del settore della ristorazione e della GDO, implementando un approccio equo, sostenibile e digitale che rende innovativa la user experience.

Nell’ambito della moda e del fashion styling emerge la startup femminile Eligo, nata anch’essa nel capoluogo lombardo, dove dispone anche di un negozio fisico e di uno showroom.

Si tratta di un’ex sartoria maschile evoluta in un marketplace globale che offre un servizio di consulenza esclusivo e personalizzato, grazie a una piattaforma web dedicata agli stylist con una formazione costante tramite webinar e Academy. In particolare, sono stati reclutati 1600 personal stylist, in prevalenza donne, tra Italia (dove si concentra il 95% dei consulenti), Romania, Singapore, Emirati Arabi, Svizzera e Spagna, al servizio del cliente gratuitamente, sia online che a domicilio, che si occupano di selezionare capi e di dare consigli su come sceglierli e abbinarli.

Dai Dati all’Intelligenza Artificiale: scopri nuove imprese al femminile in Italia

Tutto il Belpaese ha poi esempi di startup e imprese femminili che si distinguo nei settori Dati, IoT, Blockchain, AI e Machine Learning.

Tra le tante citiamo la startup Ecosteer impegnata nei settori data, IoT e blockchain con sede al NOI Techpark, hub dell’innovazione dell’Alto Adige. Fondata da Elena Pasquali, Ecosteer ha puntato sul concetto di ‘Ownership dei Dati’, ovvero la possibilità per i proprietari dei dati di avere l’esclusivo controllo sul loro accesso da parte di terzi, potendo decidere con quali applicazioni condividerli e venendo ricompensati per questo.

Ecosteer è stata selezionata dalla Commissione Europea come una delle migliori aziende a guida femminile, accedendo al programma d’accelerazione “Women Tech Eu”. Ed è stata premiata per aver sviluppato innovazioni all’avanguardia.

La startup ha dunque potenziato il concetto espresso dalla normativa GDPR, entrata in vigore nel 2018, riconsegnando alle persone il pieno controllo delle proprie informazioni. Per farlo ha sviluppato la piattaforma Data Ownership Platform che, unita agli Smart Contracts della tecnologia Blockchain, riesce a monetizzare i dati provenienti da oggetti connessi e ne regola l’accesso da parte di applicazioni e stakeholder.

Un altro esempio di startup femminile in ambito AI e Machine Learning è quella fondata da Ester Liquori, di cui è allo stesso tempo CEO: Ghostwriter AI. Questa è una piattaforma di content marketing, con sede principale a Torino, basata sull’Intelligenza Artificiale e implementazione del Machine Learning, capace di analizzare comportamenti di acquisto, interessi e target di audience su tutti i tipi di settori.

Nello specifico, partendo dalla possibilità di analizzare il pubblico in maniera estremamente approfondita e nel completo rispetto della privacy dei consumatori, gli algoritmi di Intelligenza Artificiale della piattaforma permettono di sfruttare tutti i dati più importanti sul pubblico dell’azienda.

Partendo, per esempio, dai follower social della compagnia, si può facilmente scoprirne la composizione (geografica, di genere, linguistica…), passando successivamente alle preferenze e ai comportamenti d’acquisto. Tutto questo può essere facilmente esteso anche al pubblico potenziale, scoprendo dove e come estendere il proprio target.

In questo modo le aziende possono misurare gli insight dei dati con l’Intelligenza Artificiale per ottenere suggerimenti su cosa e come fare per ottenere più clienti e incrementare le vendite.

Il contributo del Fondo Impresa Femminile

Un importante contributo è arrivato dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Fondo impresa femminile, diventato operativo nella primavera 2022 dopo essere stato potenziato e inserito nella Missione 5 “Inclusione e coesione” del PNRR.

L’incentivo, grazie alla convenzione con l’ente in house Invitalia S.p.A. per le attività di gestione e supporto tecnico, sostiene la nascita, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese guidate da donne attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

La misura ha disposto una dotazione finanziaria complessiva pari a circa 200 milioni di euro, di cui 160 milioni di risorse PNRR e 40 milioni stanziati dalla Legge di Bilancio 2021: le risorse sono andate esaurite a giugno 2022, dopo l’apertura dello sportello a maggio: segno del grande interesse riscosso dall’iniziativa.

Questo intervento vuole avviare - nella community di Open Next Generation, tra imprese, ricercatori, professionisti – una riflessione condivisa sulle opportunità dell’imprenditorialità femminile e stimolare la conoscenza e messa a fattor comune di progettualità innovative che si vanno realizzando nell’ecosistema imprenditoriale e della ricerca lombardo.

Se - come imprenditore, ricercatore, professionista - stai lavorando a progetti innovativi nell’ambito dell’imprenditorialità femminile e vuoi presentarlo attraverso Open Next Generation iscriviti alla Community:  clicca qui.

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