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20/03/2026

InGalera: il ristorante nel carcere che genera inclusione

Formazione e lavoro ai detenuti nel ristorante di Bollate.

Staff Open Innovation

Un ponte tra carcere e città, apparecchiato a regola d’arte
A Milano, nella II Casa di Reclusione di Bollate, InGalera è un ristorante vero: prenotazioni, mise en place curata, menu stagionali. Ma è anche molto di più: è un laboratorio di riabilitazione che usa il lavoro “vero” e la relazione con i clienti come strumenti di autonomia e responsabilità. È il primo e unico ristorante in Italia dentro un penitenziario aperto al pubblico sia a pranzo sia a cena, con detenuti impiegati in sala e cucina affiancati da uno chef e un maître professionisti.

Le radici: una cooperativa, un’idea, un’alleanza territoriale
L’esperienza nasce nel 2004 con ABC – La Sapienza in Tavola, cooperativa sociale che avvia catering professionali coinvolgendo persone detenute e operatori esperti; nel 2013, con il supporto di PwC e di partner filantropici, prende forma il progetto del ristorante dentro il carcere. L’inaugurazione arriva nel 2015, con il contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione Peppino Vismara, del Ministero della Giustizia e dell’Istituto Alberghiero “Paolo Frisi” (sezione carceraria), che consente anche lo svolgimento di stage per il diploma.

Impatto sociale: lavoro, competenze, nuove traiettorie di vita
InGalera nasce per “riattivare” la cultura del lavoro, con contratti regolari, turni, responsabilità e relazioni professionali. Il contatto quotidiano con clienti esterni abbatte stereotipi, mentre la formazione strutturata (anche grazie alla scuola alberghiera interna) costruisce competenze spendibili post‑pena. Nel tempo, la filiera ABC ha favorito decine di percorsi di reinserimento e ha contribuito a un abbattimento della recidiva nel contesto Bollate ben al di sotto della media nazionale, evidenziando il valore della riabilitazione attraverso l’occupazione.

Qualità che dialoga con il mercato
Il locale è segnalato dalle principali guide e conta una platea consolidata di clienti milanesi e non solo: una scelta che dimostra come l’eccellenza gastronomica possa stare insieme al valore sociale. La carta evolve tra pranzo e cena, con proposte accessibili e stagionali; l’esperienza di sala è curata, dall’accoglienza al servizio.

Un progetto coerente con la sostenibilità “a 360°” della Lombardia
La Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile declina Agenda 2030 nelle cinque macroaree “Salute, uguaglianza, inclusione”, “Istruzione, formazione, lavoro”, “Sviluppo e innovazione”, “Mitigazione dei cambiamenti climatici, energia, produzione e consumo” e “Sistema eco‑paesistico”. InGalera contribuisce in particolare agli assi sociale ed economico della Strategia: promuove inclusione attiva e pari opportunità, crea occupazione qualificata, rafforza filiere territoriali responsabili e, tramite la formazione, innalza il capitale umano. È, in altre parole, un semplice gesto — prenotare un tavolo — che attiva valore pubblico.

Dieci anni di servizio (e di senso)
A quasi dieci anni dall’apertura, InGalera racconta migliaia di coperti serviti, centinaia di percorsi formativi e un dialogo continuo tra carcere e città. L’impatto è culturale prima ancora che occupazionale: “normalizzare” l’incontro tra cittadini e detenuti rende visibile l’articolo 27 della Costituzione — la funzione rieducativa della pena — attraverso il linguaggio universale del cibo. Le testimonianze raccolte da media e istituzioni, così come le iniziative culturali ospitate in sala, descrivono storie di riscatto personale, di famiglie ricucite, di professioni ritrovate.

Informazioni pratiche
InGalera si trova all’interno della Casa di Reclusione di Milano Bollate (ingresso da via Cristina Belgioioso 120, Milano). È consigliata la prenotazione; il ristorante è aperto secondo orari indicati sul sito ufficiale InGalera | Il Ristorante gourmet nel carcere di Bollate, dove si trovano anche i menu aggiornati e gli eventi.

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Inclusione sociale e lavorativa