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31/07/2026

Ricerca: alla Statale di Milano due ERC PoC da 150 mila euro l’uno

Per applicazioni concrete di comprensione critica dell’IA e di misurazione della risposta agli stres

Redazione Open Innovation

Come orientarsi in un ecosistema visivo sempre più abitato da immagini generate artificialmente, contenuti sintetici e deepfake? Come quantificare la capacità dell’organismo umano, fondamentale per la salute, di rispondere a stimoli esterni e perturbazioni?

Da queste sfide nascono i due progetti condotti da docenti dell’Università Statale di Milano che si sono aggiudicati un ERC Proof of Concept (PoC) di 150mila euro ciascuno, il massimo del finanziamento assegnato dall’European Research Council per questa tipologia di grant.

Andrea Pinotti, docente di Estetica del Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti”, ha ricevuto il finanziamento per il progetto AICONIC (Artificial Intelligence, CONstructed Images and immersive Critical Literacy); mentre Valentina Bollati, docente dei Medicina del Lavoro del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche, ed Elia Biganzoli, docente di Statistica Medica e responsabile del gruppo di Epidemiologia e Statistica Bioinformatica del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dello stesso Ateneo, hanno guidato il progetto vincitore del grant ReACT (Resilience Acute Challenge Test).

 

Gli ERC PoC per passare dalla ricerca di frontiera alle applicazioni concrete

I bandi dello ERC finanziano ricercatori di eccellenza che propongono progetti innovativi e non convenzionali.

In particolare, il finanziamento “ERC Proof of Concept” è destinato ai Principal Investigators che hanno già ottenuto un grant ERC e sostiene le attività che trasformano i risultati della ricerca di frontiera in innovazioni e applicazioni concrete, facilitandone benefici economici e sociali.

 

Comprendere criticamente le immagini create dall’IA

Il progetto AICONIC integra cultura visuale, realtà estesa e pedagogia innovativa per mettere a punto un percorso educativo rivolto alle scuole secondarie di secondo grado, in cui fornire strumenti concreti per comprendere e interpretare criticamente le immagini prodotte dai sistemi di AI.

Valorizzando l’expertise sviluppata nell’ambito di AN-ICON, progetto ERC Advanced Grant dedicato alle immagini ambientali e alle tecnologie immersive, AICONIC traduce la ricerca teorica in un’innovazione educativa applicata e trasferibile.

 

Un modello ibrido per le scuole superiori

Il progetto svilupperà e testerà un modello di apprendimento ibrido, capace di integrare la mediazione in classe con una breve esperienza immersiva. Attraverso l’interazione guidata con processi generativi, studentesse e studenti potranno esplorare come le immagini sintetiche vengono prodotte, mediate e interpretate, e comprendere così concetti chiave come bias, modelli probabilistici e limiti del controllo nei sistemi AI.

 

I risultati attesi

Tra i risultati attesi figurano un toolkit educativo, un prototipo immersivo e dati di validazione utili a sostenere la scalabilità del modello. AICONIC intende così offrire un contributo concreto al contrasto della disinformazione e della povertà educativa digitale, rafforzando le competenze critiche necessarie per esercitare una cittadinanza attiva nell’era dell’intelligenza artificiale” spiega Andrea Pinotti.

Il percorso sarà co-progettato in collaborazione con WeSchool, realtà EdTech leader in Italia nelle tecnologie di formazione, e AnotheReality, “Virtual Worlds Company” milanese specializzata nella progettazione di realtà estese.

 

Da ReACT misurazioni oggettive della capacità di adattarsi agli stress

Il progetto ReACT punta invece a sviluppare un nuovo approccio sperimentale, basato sull’analisi di campioni biologici e sull’integrazione di dati molecolari e modelli quantitativi avanzati, per misurare con indicatori oggettivi la capacità dell’organismo di adattarsi agli stress biologici e ambientali: una caratteristica fondamentale per la salute ma ancora difficile da valutare con gli strumenti oggi disponibili.

“Sebbene la medicina moderna sia sempre più efficace nell’identificare malattie e fattori di rischio, manca ancora un metodo standardizzato per quantificare la cosiddetta ‘riserva adattativa’, ovvero la capacità individuale di mantenere l’equilibrio biologico di fronte a sfide e perturbazioni. ReACT nasce proprio per colmare questa lacuna”, spiegano Valentina Bollati e Elia Biganzoli.

 

Nuove strategie per la salute e la prevenzione

“Il nuovo Proof of Concept rappresenta la naturale evoluzione dei risultati ottenuti nell’ambito del progetto ERC Consolidator MAMELI, che studia il ruolo dei meccanismi epigenetici nella risposta dell’organismo alle esposizioni ambientali. ReACT punta a trasformare queste conoscenze in un approccio capace di misurare la resilienza biologica individuale e di supportare lo sviluppo di strategie mirate al mantenimento della salute, alla prevenzione delle condizioni di vulnerabilità e alla promozione del benessere lungo tutto l’arco della vita”.

 

Brambilla: la ricerca della Statale per rispondere alle sfide del nostro tempo

“Questi due ERC Proof of Concept confermano la capacità della ricerca sviluppata alla Statale di Milano di confrontarsi con alcune delle grandi sfide del nostro tempo: comprendere criticamente le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale e costruire nuovi strumenti per tutelare la salute in un ambiente sempre più complesso. È proprio in questa capacità di tradurre la conoscenza di frontiera, sia in campo scientifico che in quello umanistico, in soluzioni, competenze e benefici concreti per la società che si misura l’impatto più profondo della ricerca pubblica”, commenta la Rettrice Marina Brambilla.

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