Due nuove occasioni per portare ricerca e innovazione industriale italiane all’interno di grandi partenariati europei.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy - MIMIT ha aperto le manifestazioni di interesse per gli IPCEI dedicati ai Materiali Avanzati Circolari, CAM (Circular Advanced Materials), e alla Chimica Biotecnologica, BIOCHEM (Biobased Chemicals).
Gli avvisi, pubblicati il 16 luglio, servono a individuare le proposte nazionali da inserire nei futuri Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo (IPCEI).
CAM sostiene lo sviluppo e la prima diffusione industriale di materiali con proprietà nuove o potenziate, progettati per essere compatibili con i modelli di economia circolare. Ogni progetto deve contribuire ad almeno una delle strategie delle “6R”: ripensare, ridurre, riparare, riutilizzare, riconvertire o riciclare.
BIOCHEM guarda invece a processi e prodotti chimici ottenuti da carbonio rinnovabile, riciclato o derivante dalla valorizzazione della CO₂, per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.
Due scadenze per costruire partenariati europei
Le candidature per IPCEI CAM devono essere presentate entro il 22 settembre 2026.
Per BIOCHEM il termine è fissato al 24 settembre.
Le istanze vanno inviate tramite PEC utilizzando la modulistica e gli allegati tecnici messi a disposizione dal MIMIT. La fase nazionale precede il confronto con gli altri Stati coinvolti e la costruzione delle catene del valore europee.
Gli ambiti delle manifestazioni di interesse
Per CAM gli ambiti prioritari comprendono energie rinnovabili e sistemi di accumulo, decarbonizzazione industriale, mobilità pulita ed elettronica applicata.
BIOCHEM interessa filiere come chimica, plastica e imballaggi, agrochimica, alimentare, mangimi e tessile, oltre a tecnologie di fermentazione, valorizzazione delle biomasse e cattura e utilizzo della CO₂.
I settori lombardi interessati
Il tessuto lombardo della chimica, delle Life Sciences, dei materiali, del packaging e della manifattura avanzata può trovare in queste iniziative un terreno naturale di partecipazione. La preparazione richiede però una visione industriale di lungo periodo, collaborazioni transnazionali e la capacità di descrivere le ricadute della tecnologia oltre il singolo proponente. Imprese, università e centri di ricerca possono quindi utilizzare le prossime settimane per costruire partenariati e definire una roadmap comune dalla ricerca alla prima applicazione industriale.

