Verrà aperta una nuova finestra
Image for the news
Platform

16/10/2023

Spazio, sulla ISS nuovi test per contrastare gli effetti della microgravità

Coordinati dall’Università di Trieste, sulla stimolazione elettrica neuromuscolare: i benefici

Redazione Open Innovation

Redazione Open Innovation

Regione Lombardia

Si chiama “Nimas” (Neuromuscular electrical stimulation to enhance the exercise benefits for muscle functions during spaceflight), verrà testato durante la missione NASA Space X Crew-7 (che ha raggiunto a Stazione Spaziale Internazionale lo scorso 27 agosto), e ha l’obiettivo di valutare se la stimolazione elettrica neuromuscolare possa essere uno strumento utile per un migliore adattamento del corpo umano nello Spazio.

Il progetto è coordinato da Alessandra Bosutti, del dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Trieste, che ha sottolineato come l’esposizione alla microgravità durante il volo spaziale porti a sostanziali processi di adattamento nel sistema muscolo-scheletrico degli astronauti, caratterizzati dalla perdita di massa muscolare e declino delle capacità di esercizio.

Lo studio punta dunque a determinare l’efficacia della stimolazione elettrica neuromuscolare (Nmes) nel contrastare il declino di massa, metabolismo e funzioni dei muscoli delle gambe degli astronauti durante la permanenza nello Spazio

La Nmes potrebbe quindi essere promettente, aggiunge l’Università, per potenziare gli effetti dell’allenamento in volo e per ridurre il tempo necessario per l’esercizio fisico quotidiano.

Le possibili applicazioni, nello Spazio ma anche sulla Terra

Secondo l’ateneo, “i risultati dello studio (sponsorizzato dall’ESA e condotto in collaborazione con il nostro team internazionale di scienziati provenienti da Germania, Olanda, Svizzera e Regno Unito) potrebbero esser applicati in futuri habitat a gravità ridotta sulla Luna, o più avanti su Marte, e avranno importanti ricadute anche sulla Terra per pazienti anziani o con ridotta mobilità”.

Effetti simili a quelli indotti dalla microgravità sugli astronauti si ritrovano infatti anche negli anziani e su coloro che per vari motivi non possono muoversi o esercitare il fisico in maniera adeguata. 

No attachments selected.
Tag di interesse
There are no areas of interest associated with this content