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Premio Lombardia è Ricerca

17/06/2025

Cancro, dal Premio “Lombardia è Ricerca” un incontro sulle terapie innovative

Il Lombardia UPenn Scientific Retreat con il vincitore 2023 Carl June, esperti, giovani ricercatori

Redazione Open Innovation

I primi risultati della collaborazione tra Regione Lombardia e la University of Pennsylvania sullo sviluppo delle terapie CAR-T contro il cancro sono stati presentati al primo Lombardia UPenn Scientific Retreat, svoltosi il 10 giugno all’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico - IRCCS San Raffaele di Milano.

Le CAR-T, attualmente approvate per tumori del sangue come leucemie e linfomi, rappresentano una delle frontiere più promettenti dell’immunoterapia oncologica.

L’evento ha fatto il punto sulla collaborazione scientifica internazionale nata dall’edizione 2023 del Premio internazionale “Lombardia è Ricerca” di Regione Lombardia, dedicato a “Modelli innovativi di cura, terapia e prevenzione” e assegnato ai pionieri dell’immunoterapia Steven Rosenberg e Carl June. Il progetto congiunto è stato infatti avviato da Carl June, professore alla University of Pennsylvania, utilizzando i fondi del Premio.

“Ora abbiamo collaborazioni transatlantiche con giovani studenti. E questo durerà, l’impatto andrà avanti per decenni”, ha spiegato Carl June. “Nel mio laboratorio ho un post-doc italiano e ne avremo diversi altri, quattro di loro sono relatori all’evento al San Raffaele. È un Premio che andrà ben oltre a una cerimonia”.

L’edizione 2025 del Premio internazionale “Lombardia è Ricerca” di Regione Lombardia è dedicata sempre all’ambito medico e in particolare a “Diagnostica precoce e medicina preventiva”.

Le candidature al Premio 2025 sono aperte.

Se sei un ricercatore o innovatore che ha dato un contributo significativo sui temi del Premio presenta la tua candidatura compilando questo form a questo link.

Un investimento che genera innovazione

Il Lombardia UPenn Scientific Retreat ha visto confrontarsi i maggiori esperti internazionali di terapie cellulari, con sessioni dedicate alle CAR-T di nuova generazione, alle applicazioni nelle malattie ematologiche, alla sicurezza delle terapie e alle prospettive per i tumori solidi, in un programma scientifico di altissimo livello.

Andrea Biondi, direttore scientifico della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, ha illustrato i progressi delle CAR-CIK, un tipo di cellule CAR-T innovative sviluppate proprio in Lombardia.

“Utilizziamo cellule di un donatore invece che autologhe e un metodo non virale per introdurre il transgene - ha spiegato Biondi - È una piattaforma che in termini di procedure e di manufacturing, costi e probabilmente anche sicurezza, è applicabile alle patologie ematologiche, ma che in futuro potrebbe essere di grande interesse anche per i tumori solidi”.

Giovani ricercatori “on the move” al centro del progetto

Tra i protagonisti dell’iniziativa ci sono i giovani ricercatori italiani che stanno beneficiando delle fellowship finanziate dal Premio. Federico Rossari, medico in formazione specialistica che ha presentato una piattaforma innovativa sviluppata in seno al gruppo del professor Naldini al San Raffaele, racconta: “Questo progetto mi permette di approfondire il mio interesse per le terapie cellulari in una delle istituzioni mondiali di riferimento che è la University of Pennsylvania. La facilità con cui negli Stati Uniti si possono testare nell’uomo i prodotti cellulari differisce molto rispetto all’Italia”.

La collaborazione ha già attivato un flusso bidirezionale di ricercatori tra le due sponde dell’Atlantico. Marco Ruella, ricercatore italiano alla University of Pennsylvania sottolinea: “È davvero un ottimo progetto perché ci permette di organizzare questo gruppo di lavoro tra Lombardia e UPenn con studenti che vanno avanti e indietro, con conferenze come questa dove i ricercatori dei due continenti, attivi nel campo, stanno insieme e discutono collaborazioni”.

Verso nuove frontiere terapeutiche: l’applicazione ai tumori solidi

Il Retreat ha anche evidenziato i progressi verso l'applicazione delle CAR-T nei tumori solidi. “Siamo probabilmente a circa 10 anni di distanza dall’avere CAR-T per tumori solidi - ha dichiarato June. L’anno scorso è stato un punto di svolta: diversi gruppi hanno dimostrato che le CAR-T iniettate direttamente nel cervello hanno reali benefici contro il cancro al cervello, uno dei peggiori tipi di tumore”.

Il professor Zev Binder, ha infatti presentato il proprio lavoro su strategie innovative per il glioblastoma, mentre altri gruppi stanno esplorando applicazioni per tumori pancreatici, mammari e prostatici.

Un modello di collaborazione pubblico-privato

L’evento ha inoltre evidenziato il ruolo virtuoso della collaborazione tra accademia e industria. “Le CAR-T sono nate in ambiente universitario e poi sono diventate prodotti commerciali approvati - ha spiegato June - Ma vediamo anche un’interazione reciproca, dove l’industria farmaceutica può lavorare nei centri accademici per sviluppare la prossima generazione di terapie, che possono poi diventare prodotti commerciali così che tutti possano beneficiarne, non solo i centri accademici più avanzati”.

Andrea Biondi sottolinea come questo approccio sia fondamentale per l’innovazione: “Non è realizzabile la competizione con le Big Pharma, può esserci al massimo una grande collaborazione. Questo credo che sia il ruolo fondamentale che l’università deve avere”. Le CAR-CIK sviluppate a Monza rappresentano proprio questo modello: “Il fatto che (questa terapia) sia stata sviluppata da un centro di Monza, che ha avuto in Lombardia lo sviluppo clinico tra due istituzioni pediatriche e per adulti, credo sia un altro motivo di soddisfazione per questa regione”.

Il prossimo appuntamento è fissato per la fine dell’anno con un secondo Retreat, che si terrà questa volta a Philadelphia, dove i giovani ricercatori potranno presentare non solo i loro piani, ma anche i primi risultati concreti di questa collaborazione transatlantica.

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