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    “Banco del riuso, l’economia circolare per rispondere a vecchi e nuovi bisogni”

    Un progetto nato in Franciacorta unisce sostenibilità e sociale: scoprilo su Lombardia 2030

    di redazione open innovation | 10/03/2021

Un tempo si parlava di baratto. Oggi, nel territorio bresciano, questa forma di scambio rivive rinnovata, declinando i principi dell’economia circolare. Per dare nuova vita a oggetti inutilizzati ed evitare così potenziali rifiuti, recuperare eccedenze di cibo, “trovare un modo innovativo per aiutare persone in difficoltà - il cui numero è cresciuto a causa della pandemia - creando al tempo stesso nuove relazioni sul territorio, in un’ottica di scambio e pari dignità”.

Tutto questo è racchiuso nel progetto Banco del riuso come spiega Carlo Piantoni, Coordinatore del progetto di Fondazione Cogeme e Presidente dell’associazione RIUSO3. Il Banco è una delle realtà presentate su Lombardia 2030, la sezione di questa piattaforma dove si raccontano le iniziative che sul territorio rispondono alle sfide indicate dai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030.

Aperto a Rovato in Franciacorta, nel Bresciano, e ‘doppiato’ poi nel 2020 anche in un’altra località della Pianura occidentale, questo spazio porta sul territorio e rende concreta l’economia circolare. Qui chiunque voglia - cittadini e associazioni - può portare quello che non usa più e, se vuole, prendere quello di cui ha bisogno: basta iscriversi con la propria tessera sanitaria.

Niente denaro: il ‘valore’ degli oggetti qui si misura con altri parametri e cioè con un evocativo punteggio FIL - Felicità interna lorda. L’unità di misura diventa allora un’ora di disponibilità di una persona, qualsiasi sia la competenza che questa mette a disposizione (nel dettaglio, un’ora di tempo equivale a 50 FIL).

Ma a chi si rivolge al Banco? Soprattutto singoli cittadini, che qui trovano un’alternativa finora inesistente. “Non prendiamo qualsiasi cosa - spiega infatti Piantoni - ma solo beni in buono stato, ancora utilizzabili”. In pratica, qui si può mettere in atto uno dei punti previsti dalla Direttiva 2008/98/CE che stabilisce la gerarchia nella gestione dei rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di altro tipo, smaltimento.

Il Banco, va da sé, dà spazio al riuso di oggetti che altrimenti si sarebbe tentati di buttare, benché ancora utilizzabili, dunque prima che diventino rifiuti. Un’azione indispensabile, ma spesso sottovalutata e sottoutilizzata. 

Nato nel 2018 grazie a un bando emblematico della Fondazione Cariplo del 2015, questo spazio è stato attivato da Fondazione Cogeme insieme alla coop sociale CAUTO e a Linea Gestioni, attiva nella raccolta dei rifiuti, come servizio aggiuntivo ai Comuni. Anzitutto sul fronte della sostenibilità ambientale, appunto come tassello mancante tra la raccolta differenziata e un conferimento in discarica.

Inoltre, i servizi sociali e le associazioni dei Comuni coinvolti (7 in Franciacorta, altri 3 ora aderiscono al Banco ‘gemello’ della Pianura, aperto nel 2020 a Lograto) hanno potuto contare sui beni per i propri assistiti.

Nel tempo poi i contributi e i bisogni che ruotano intorno al Banco sono cambiati e dunque il progetto si è evoluto: con la creazione di un’associazione ad hoc, RIUSO3, e un nuovo impegno sul fronte del sociale, per rispondere anche alle nuove povertà e a fasce di disagio emergenti. È cresciuta, ad esempio, “l’attenzione delle persone alla possibilità di risparmiare qualcosa, puntando su nostri beni”

I nuovi bisogni

“Abbiamo insomma dato ascolto a quelle che erano le richieste del territorio - riassume Piantoni -. E se prima magari qui venivano famiglie in cerca di arredi per la casa assegnata dai servizi sociali, con la pandemia abbiamo registrato una crescente richiesta legata alla nostra raccolta delle eccedenze di cibo, da noi raccolta grazie a un accordo con Coldiretti.

In cifre: lo scorso anno, in cui peraltro il Banco ha dovuto fermarsi 4 mesi tra lockdown e altre limitazioni, sono stati effettuati scambi per un totale di 116,4 kg di cibo in entrata.

E ancora, per fare un esempio, a marzo 2020 il Banco ha donato 300 libri al Comune di Rovato, da distribuire alle famiglie per superare il particolare momento di isolamento sociale.

Tutti gli scambi attuati nel Banco sono tracciati attraverso l’utilizzo di un software, le associazioni possono procurarsi beni anche attraverso l’attività di scambio ore tra gli iscritti, Poi ci sono le relazioni sociali, non quantificabili ma comunque importanti per promotori e beneficiari.

“Nonostante la pandemia, le iscrizioni sono cresciute in modo costante e abbiamo visto le persone fermarsi a lungo al Banco - ricorda il coordinatore del progetto -, condividendo momenti di scambio, consigli e svago. Soprattutto per il 2020 possiamo dire con certezza che chi lo ha frequentato ha cercato l’incontro, la conoscenza, la relazione, il bene comune”.

Scopri questo e altri progetti su Lombardia 2030, presenta anche tu la tua iniziativa di sostenibilità ambientale, economica, sociale.

 

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