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    “Coltiviamo nuove generazioni”, ecco il crowdfunding per l’asilo di Trenno

    Fino al 31/3 la raccolta per outdoor education e attività sul territorio: scoprila su Lombardia 2030

    di redazione open innovation | 24/02/2021

Una scuola che rappresenta una best practice di educazione all’aperto, non solo in giardino ma tra i campi e le cascine nella periferia nord di Milano; una raccolta fondi per attrezzare nuovi spazi e accogliere anche bimbi e famiglie dall’esterno, in sicurezza; e un messaggio importante: “Senza un contatto diretto, realistico con la natura i bambini di oggi rischiano una nuova povertà educativa, anche quelli che non vivono situazioni di disagio”.

La scommessa

Tutto questo si trova in “Coltiviamo nuove generazioni”, la campagna di crowdfunding attivata da una storica realtà educativa ovvero la Scuola materna Clotilde Ratti Welcher di Trenno (comune autonomo fino al 1923 a nord ovest di Milano, poi confluito nel capoluogo), nata nel 1910 e diventata dal 2013 Agrinido e Agrinfanzia: una campagna che per la sua valenza sociale è ospitata su Lombardia 2030, la sezione di questa piattaforma dedicata a progetti del territorio in linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030.

La scuola accoglie oggi 28 bimbi al nido convenzionato e 40 alla Scuola dell’infanzia paritaria. La raccolta fondi è partita a fine gennaio “ma bisogna fare presto - racconta Paola S. Fruscio, coordinatrice del progetto cha ha dato vita alla campagna -. Entro la scadenza di fine marzo occorre raccogliere 20 mila euro e la formula scelta dal Comune di Milano, pronto a mettere il 60% del fabbisogno finale, è quella di un crowdfunding civico ‘tutto o niente’: se l’asilo raggiungerà l’obiettivo prefissato, il Comune ci sosterrà con altri 30 mila euro, se invece il crowdfunding non arriverà alla quota prevista non se ne farà nulla. Per ora abbiamo raccolto 8.700 euro”.

Gli obiettivi: nuove strutture e servizi per il territorio

Ma quali sono i progetti che la scuola vorrebbe avviare? Due le azioni previste. Anzitutto la costruzione di due nuove tettoie nell’ampio giardino, pavimentate anche per rispondere alle norme sanitarie relative alla possibilità di consumare i pasti all’aperto, ma soprattutto per avere spazi idonei ad accogliere attività destinate anche ai bimbi esterni, non iscritti alla scuola. In questo modo si potranno rendere ancora più confortevoli le tante ore passate all’aperto secondo i principi dell’outdoor education che la Clotilde Ratti Welcher negli ultimi anni ha sposato con convinzione.

“I nostri bambini e bambine stanno fuori il più possibile, anche d’inverno o con il brutto tempo. Non solo nel giardino della scuola, ma in tutti i parchi e i campi circostanti”. L’istituto ha infatti la fortuna di affacciarsi su un vero e proprio circuito green tra Parco di Trenno, Parco delle Cave, Bosco in città, a poca distanza vi sono diverse realtà agricole (cascine, aziende agricole e una fattoria didattica): grazie alla collaborazione con queste realtà, l’istituto ha potuto ospitare periodicamente qualche piccolo animale, una volta perfino un asinello. Da sempre poi la scuola “ha una tradizione di apertura e scambio con il territorio”: con passeggiate in quartiere o visite alle aziende agricole della zona che riforniscono anche la cucina interna con materie prime bio e a chilometro 0.

E qui si arriva al secondo obiettivo della raccolta fondi ovvero l’avvio di alcune attività aperte anche a bambini di 0-6 anni del quartiere, non iscritti alla scuola, e alle loro famiglie, per fare della scuola uno spazio e una ricchezza condivisi. “Pensiamo a laboratori sul verde, con la coltivazione di fiori e piante - racconta dunque Fruscio -, di arte, danza, yoga. L’avevamo già sperimentato in modo estemporaneo, ad esempio con lo yoga, e la risposta era stata molto buona: per farne attività strutturate ci servono fondi”. I corsi andrebbero ad aggiungersi ai progetti di aggregazione e di conciliazione dei tempi famiglia/lavoro offerti in precedenza.

La campagna finanzierà inoltre una riorganizzazione dello spazio interno che permetterà di sfruttare meglio un ampio seminterrato, finora sottoutilizzato, per renderlo un ambiente-ponte fra interno ed esterno e creando anche ingressi indipendenti, per una maggiore sicurezza.

Vita nella natura, competenze, sostenibilità

Non solo l’orto e la vita in giardino, dunque: la Scuola Materna Clotilde Ratti Welcher vuole caratterizzarsi sempre più come uno spazio aperto al quartiere e alla città, con attività condivise tra scuola a territorio, in una zona in cui - dopo anni di calo delle iscrizioni - negli ultimi anni si contano più giovani e famiglie, attratti da nuove residenze ma soprattutto da un’ampia cintura verde che qui ancora circonda le abitazioni.

Allo stesso modo, la scuola punta a mettere a disposizione di tutti la propria esperienza e le proprie competenze sull’outdoor education: tema quanto mai attuale - con più istituti attrezzati per attività all’esterno, ad esempio, l’impatto della pandemia potrebbe essere diverso - e di grande valenza educativa, oltre che sociale.

“È provato che i bambini e le bambine a contatto con la natura sviluppano ed esercitano competenze diverse e più ricche - spiega infatti la referente di “Coltiviamo nuove generazioni!” -, di comprensione e di pensiero complesso. Io sono molto favorevole all’utilizzo della tecnologia ma ‘il virtuale’ non dovrebbe mai sostituire, piuttosto affiancare, l’esperienza reale di una dimensione, la natura, di cui l’uomo fa parte e di cui non può fare a meno, pena la perdita di capacità importanti a livello individuale e di equilibrio del pianeta a livello globale. E la scuola, in quanto istituzione educativa, dovrebbe essere in prima linea! Nulla come l’esperienza diretta può far davvero comprendere alle nuove generazioni l’importanza di salvaguardare l’ambiente: la tutela dei nostri ecosistemi passa dalla loro scoperta, attraverso i giochi e nella quotidianità. In questo caso il messaggio che vogliamo trasmettere ai più piccoli deve essere vissuto”.

Scopri altre iniziative e presenta anche tu il tuo progetto nella sezione Lombardia 2030.

 

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