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    “Da TerraViva a Sociaaalp, per rivitalizzare terreni e comunità montane”

    Il progetto sociale per salvare terrazzamenti e creare nuovo lavoro: scoprilo su Lombardia 2030

    di redazione open innovation | 18/02/2021

Contro l’abbandono dei terreni, ma ancora prima contro lo spopolamento di piccoli borghi di montagna. E dunque per “prendersi cura”, del territorio e delle comunità.

Questa la direzione in cui si è mosso “TerraViva”, progetto di innovazione sociale promosso nel 2017 dalla Società di Scienze Naturali del Verbano Cusio Ossola, in Piemonte, con il coinvolgimento di proprietari di fondi, aziende agricole, municipi, enti pubblici, della coop sociale Il Sogno e con il finanziamento di Fondazione Cariplo. Un percorso che ora, dopo aver raggiunto i primi obiettivi, si è anche evoluto in un programma di inserimento lavorativo in piccole aziende agricole locali, rivolto a persone da tempo disoccupate.

“TerraViva” centra diversi dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dalle Nazioni Unite e per questo il progetto è promosso su Lombardia 2030, la sezione di questa piattaforma dedicata alle risposte dal basso alle sfide poste proprio dall’Agenda ONU. Ce ne parla Daniele Piazza, direttore dell’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’Ossola e cioè di uno dei partner dell’iniziativa, già coordinatore del progetto.

“Siamo partiti da un’esigenza concreta - racconta Piazza -, ovvero quello di recuperare vecchi terrazzamenti ormai abbandonati, le murature in pietra a secco e quindi i piani coltivabili”. Per farlo, sono stati coinvolte le popolazioni locali, a partire dai circa 300 residenti di Borgomezzavalle, nell’area naturale protetta della Valle Antrona.

A loro è stato chiesto di tornare a curare i terrazzamenti, insomma di strappare all’incuria pezzi di terreno che lo spopolamento dei borghi montani aveva reso di nuovo ‘selvaggi’. Cuore del progetto è stata dunque “l’animazione sociale, coinvolgendo le persone a una a una. Anche chi magari era migrato, rimanendo però proprietario di terreni ormai incolti”.

I risultati

Il risultato è stato più che positivo: più di 50 persone hanno aderito, fino a costituire l’Associazione Fondiaria (AsFo) TERRAVIVA alla quale finora “sono stati conferiti quasi 5 ettari di terreni”. Un’Associazione pronta ad andare avanti anche oltre l’orizzonte temporale del progetto, concluso formalmente nel 2019, come perno di una nuova alleanza a difesa del territorio e di nuove prospettive di crescita in località di montagna.

Nel frattempo infatti TerraViva ha creato un ‘lascito’ significativo. “Ai partner iniziali si è aggiunta la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, con cui è stata avviata in zona una piccola produzione di segale e frumento - spiega ancora il coordinatore di progetto - per riportare qui cereali che fino agli anni ‘50 erano ancora tipici in questi territori”.

Per queste iniziative, Terraviva con un budget anche contenuto (il finanziamento era di 150 mila euro) è diventato anche “un modello di innovazione sociale: abbiamo già ricevuto molto visite e richieste di informazioni, da altre valli alpine e da altri territori che possono avere problemi di marginalità”.

Nuove produzioni e brand territoriali

E intanto è nato Sociaaalp, che ha ampliato la rete territoriale di TerraViva anche al Comune di Villadossola, per l’avviamento lavorativo di soggetti in difficoltà. A oggi ha coinvolto una persona a tempo pieno e una part-time, entrambe disoccupate da molto tempo e ora impiegate nel supporto alle piccole aziende agricole e alle comunità della zona. Con i 220 mila euro finanziati sempre da Fondazione Cariplo da qui al 2022 verranno coperti, oltre ai primi due anni di inserimento lavorativo, anche il recupero di altri terrazzamenti in cui avviare coltivazioni di qualità a basso impatto ambientale e quello di alcune parti di una struttura ricettiva sempre in loco, in cui impiegare in futuro una terza persona.

In particolare, Sociaaalp punta “al sostegno e all’ampliamento dell’attività di almeno tre realtà agricole di valle, di imprenditori tra i 28 e i 45 anni, e al recupero in chiave multifunzionale di almeno 2,5 ettari di superfici terrazzate marginali e in abbandono. Con ricadute anche a livello di ‘indotto’, con la creazione di un vero e proprio brand territoriale, legato alle produzioni di montagna e al paesaggio terrazzato.

Con la sua voglia di agire e di coinvolgere le comunità, l’alleanza alla base di TerraViva e Sociaalp ha insomma smosso le acque, dimostrando che a volte basta un’iniziativa relativamente semplice per cambiare le prospettive di un territorio.

Presenta anche tu il tuo progetto di sostenibilità ambientale, economica o sociale su Lombardia 2030.

 

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